Progetto: Space Trip

Progetto di Prof. Giovanni Mayer - Educazione Musicale

Valutazione

Validazione complessiva

I risultati del progetto complessivamente sono positivi come risulta anche dalle valutazioni espresse dagli alunni e dei giudizi espressi sui personali livelli di apprendimento raggiunti.

Risultati gradimento
§ il 73% degli alunni si è dichiarato molto soddisfatto
§ il 15% degli alunni si è dichiarato soddisfatti
§ il 12% degli alunni si è dichiarato abbastanza
soddisfatto § nessun alunno si dichiara poco o per niente soddisfatto

Risultati delle autovalutazioni espresse dagli alunni sulla base delle rubriche di valutazione elaborate per ciascuna fase operativa.
§ Eccellente 22% degli alunni
§ Buono 47% degli alunni
§ Accettabile 31% degli alunni


Valutazione degli apprendimenti raggiunti per i singoli alunni
§ Ottimo = 7%
§ Distinto = 11%

§ Buono = 32%
§ Sufficiente = 56%
§ Non sufficiente = 0%


Situazioni problematiche incontrate
- La necessità di addestrare gli alunni nell'uso di tre software contemporaneamente (Celestia, Audacity, Movie Maker)
- La limitata abitudine degli alunni a lavorare in gruppo secondo modalità collaborative e cooperative.
- La difficoltà da parte degli alunni di superare l'abitudine che sia l'insegnante a "fare" e/o dire quando non sono in grado di svolgere il loro compito e/o eseguire la consegna. Sono stati stimolati e motivati a ricercare la soluzione in proprio producendo le conoscenze e le abilità che gli erano necessarie.


Spunti per futuri sviluppi

L'attività in oggetto è da ritenersi conclusa.
L'esperienza maturata dagli alunni gli permetterà di affrontare con sicurezza un progetto di natura multidisciplinare di ed.filmica.

Proposte di riflessione

L'esperienza condotta mi ha fatto riflettere in particolare sul ruolo che l'insegnante assume all'interno di attività condotte attraverso queste modalità.

La domanda.

L'insegnante oggi deve insegnare o condurre i discenti verso un loro personale percorso di apprendimento?
L'insegnante che insegna, spesso legato alla tradizionale lezione frontale dove l'unica abilità che viene particolarmente esercitata dagli alunni è quella dell'ascolto (ovviamente per tempi limitati considerando che nell'uomo scatta l'istinto alla sopravvivenza anche per i propri organi uditivi) è una ruolo che oggi fa sorgere parecchi dubbi sulla sua efficacia. Molto meglio, a mio avviso, l'insegnate mediatore culturale o l'insegnante che progetta il percorso di apprendimento dei suoi alunni non sulla base di ciò che gli piace, ma sulla scorta di una attenta valutazione delle capacità di chi gli è affidato, delle sue potenzialità e delle sue aspirazioni.
Certo la sfida non è di poco conto, ci viene richiesto di lasciare la "cattedra" e di "immergerci" nella classe.
E da questa emerge ancora un'altra situazione su cui riflettere e che si rivela nella difficoltà che gli alunni dimostrano ad "usare" l'insegnante in modo diverso…si aspettano la soluzione pronta, l'indicazione precisa di cosa fare o non fare, non sono motivati alla ricerca delle conoscenze o all'acquisizione di nuove abilità…e quando le cose raggiungono l'apice in senso negativo…non intervengono per "paura" del giudizio.

Come condurre l'alunno ad essere attore del proprio apprendimento?
E' fondamentale a mio avviso presentare agli alunni un compito particolarmente attraente e legato alla realtà che vivono tutti i giorni; il compito scolastico puro e semplice è visto come imposizione dell'insegnante e quindi appena se ne presenta l'occasione o la giustificazione evitano di farlo.
Solo attraverso compiti reali, in cui l'alunno si renda consapevole dei ruoli e degli impegni che comportano, che riuniscano in sé un sapere completo e non limitato al contenuto disciplinare, si riesce ad indurre la motivazione utile e necessaria perché il processo di apprendimento avvenga con successo.

E il problema della valutazione?
La paura del giudizio si risolve conducendo l'alunno verso un processo di autovalutazione del proprio lavoro, dei suoi risultati. Non basta il giudizio sintetico che l'insegnante esprime, per motivarlo o fargli comprendere quanto ha appreso. Anche nel nostro quotidiano siamo indotti a valutare il nostro operato e le nostre azioni e in base ai giudizi che esprimiamo siamo in grado di migliorarci o di porre rimedio a carenze e problemi.

Perché non procedere con gli stessi criteri anche all'interno della scuola?