Progetto: “Educazione stradale come educazione alla cittadinanza e alla cultura scientifica”. Esperienza didattica: “I moti relati

Foto di Laura Tamburini Autore: Laura Tamburini

Abstract

E’ noto che nel corso dello sviluppo la capacità di adottare diverse soluzioni percettive del medesimo stimolo viene acquisita probabilmente come conseguenza di una esposizione a fenomeni percettivi salienti.
In rapporto all’insegnamento della cinematica si è voluto quindi iniziare lo studio della capacità di rappresentarsi le traiettorie  rispetto a schemi di riferimento scelti arbitrariamente in presenza di soluzioni percettive plurivoche.
Il duplice scopo di tale sperimentazione è, da una parte, quello fornire evidenze aggiuntive che anche nella fanciullezza e nella pre-adolescenza è sviluppata la percezione visiva delle traiettorie degli effetti descritti dallo psicologo svedese Gunnar Johansson, percettologo e padre della Psicologia del traffico,  nella visione di tre configurazioni cinetiche  e, dall’altra,  quello di identificare gli aspetti più significativi da indagare in un successivo esperimento sull’ analisi della  percezione dei moti relativi  e l’applicabilità didattica relativa all’interazione tra questa  analisi e l’apprendimento dei moti relativi nello studio della cinematica. 
A tal fine, a fanciulli di età compresa tra 7 e 14 anni sono state richieste descrizioni fenomenologiche e interpretazioni di tipo concettuale a seguito della visione delle  dimostrazioni di queste tre configurazioni. Ad alcuni di essi - in possesso dei prerequisiti necessari  di cinematica e analisi vettoriale – è stato somministrato, prima e dopo la visione delle dimostrazioni, un questionario sui moti relativi, al fine di  valutare il contributo dell'analisi della percezione allo studio di tali moti.  Sono stati inoltre confrontati i   tipi di descrittori di moto  scelti in relazione al possesso o meno di tali requisiti.

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