Progetto: L’AMICIZIA: un’occasione per imparare a essere e non ad apparire

Il progetto

Insegnanti e ragazzi coinvolti

Brandimarte Roberta: corsista DOL, docente di Filosofia,  Storia, Cittadinanza e Costituzione, Linguaggi della Comunicazione
Doria Marina: docente di Italiano e Linguaggi della Comunicazione
Benatti Laura: docente di Greco e Latino
Mazza Stefania: docente di Inglese
Lissi Marina: docente di Ed. Fisica
Don Messaggi Andrea: docente di Religione

Classe coinvolta: I F (I liceo Classico), n. 21 alunni con la partecipazione di un allievo libanese di III F

La proposta

Il progetto ha avuto di mira l’apprendimento in forma ludica. Si è cercato di dare l’idea di una scuola piacevole, più salutare e non angosciante, competitiva. Gli allievi sono stati messi a debita distanza dall’ansia di dover dimostrare di sapere a tutti i costi, con performance ineccepibile. Al contrario si è cercato di inserirli in un clima sereno e disteso.
L’esigenza è nata da un’osservazione anamnestica del contesto classe delle prime liceali, finalizzata al miglioramento della qualità dell’Istituzione educativa.
Gli alunni, dopo la dura selezione del ginnasio, (che vede bocciature e “ritiri”), presentano un nocivo spirito di competizione. L’arrivismo deteriora i rapporti tra i compagni e favorisce la patologia dell’anoressia tra le ragazze. Lo spirito di collaborazione è carente e i rapporti amicali risultano molto fragili. In ogni allievo, chi più e chi meno, c’è l’interesse ad apparire, al solo scopo di emergere e di prevaricare.
Il livello culturale di provenienza è solitamente variegato: ci sono alunni di provenienza meridionale che faticano a integrarsi, un po’ per l’accento differente e un po’ per la diversità di usi e costumi.
Anche quest’anno, purtroppo, dopo il primo mese di scuola c’è stato un ritiro scolastico: triste epilogo di un alunno brillante, ma fragile psicologicamente. Un altro allievo, ancora, è stato assente per parecchio tempo, con l’idea di ritirarsi. In quest’ultima occasione i compagni si sono attivati per far sentire la loro presenza amicale, suscitando nel ragazzo il desiderio di ritornare tra i banchi. Forse ci sono riusciti.
Questa amara situazione ha consolidato l’idea di proseguire con il progetto sull’Amicizia, sia per prevenire la dispersione scolastica che per rendere l’attività didattica più piacevole e indirettamente più utile. Gli allievi, infatti, hanno appreso divertendosi; hanno riflettuto, non solo in classe, ma anche a casa, sugli aspetti essenziali della loro età; hanno solidarizzato, con complicità ed entusiasmo, apprezzando i pregi e i limiti di ciascuno.
Lo scopo è stato prevalentemente quello di sollecitare la comprensione in aula, rendendo la didattica un piacere e l’altro una risorsa. Inoltre si è voluto creare un clima di fattiva collaborazione tra ragazzi, rendendo la scuola un luogo di incontri formativi. Gli allievi, infatti, sono stati i veri protagonisti del progetto: hanno interagito, creato legami, sviluppato potenzialità, dibattuto, dietro lo sguardo discreto e attento dei docenti.

E’ stata conseguita la seguente finalità educativa generale:

Sviluppare il senso di appartenenza a una comunità interculturale, in cui lo scontro si traduce in incontro, la differenza in accoglienza, l’alterità in occasione di arricchimento e di crescita.

Sono stati raggiunti i seguenti obiettivi formativi generali  (in termini di Competenze e Capacità)

Competenze (saper fare) – per tutte le discipline

  1. Potenziare i linguaggi specifici (lessicali e strutturali delle singole discipline)
  2. Sviluppare la flessibilità mentale, passando, quando è necessario e opportuno, dal pensiero divergente a quello convergente
  3. Potenziare la capacità di decodifica di un testo
  4. Sviluppare la capacità argomentativa e critica
  5. Sviluppare l’abilità di sintesi
  6. Consolidare le seguenti abilità logiche: selezione, applicazione, trasferimento di dati/concetti
  7. Saper raccogliere e gestire informazioni anche attraverso strumenti multimediali

Capacità (saper essere) – per tutte le discipline

  1. Riconoscere l’altro come un io diverso da un tu , che non ci sottrae nulla, ma ci arricchisce
  2. Imparare a non assumere atteggiamenti diffidenti nei confronti dei diversi
  3. Sviluppare lo spirito di condivisione e solidarietà sociale
  4. Imparare ad ascoltare l’altro,  comprendendo i suoi punti di vista, anche quando non sono condivisibili

Obiettivi disciplinari e modalità formative

Obiettivi disciplinari specifici ( prefissati - in termini di Conoscenze)

  1. Conoscere l’amicizia nel mondo classico: Achille e Patroclo in Omero (Italiano)
  2.  Conoscere la storia di Oreste e Pilade in Euripide (Greco)
  3. Conoscere la philia  come forza cosmica che unisce: Empedocle (Filosofia)
  4. Conoscere il pensiero di Cicerone sull’amicizia e la virtù  (Latino) Conoscere Platone: il Liside (Filsofia)
  5. Acquisire e fare proprie le dinamiche all’origine dell’amicizia - Alberoni, Kracauer – (Italiano - Filosofia)
  6. Conoscere Aristotele: la natura e le tipologie dell’amicizia (Filosofia, Etica Nicomachea))
  7. Prendere consapevolezza dell’Amicizia e della felicità nel pensiero di Epicuro (Filosofia)
  8. L’amicizia nella letteratura e nella cinematografia – Gibran, Spielberg, Saint-Exupery (Italiano – Filosofia)
  9. Comprendere l’amicizia nella prospettiva della fede: Weil (ReligioneFilosofia) Potenziare la lingua inglese, funzionale alla comunicazione – Traduzione di Imagine di John Lennon (Inglese)

Obiettivi didattici trasversali 

  1. Saper comunicare il proprio pensiero, rispettando quello dell’altro
  2. Saper esprimere, ad alta voce, idee e concetti in forma chiara
  3. Saper scrivere testi in forma coesa e sintatticamente corretta
  4. Saper cogliere nessi e differenze tra i  contenuti disciplinari attinenti alla medesima tematica
  5. Cogliere l’importanza del linguaggio non verbale nella comunicazione interpersonale
  6. Saper utilizzare la tecnologia, in particolare il programma Finalcut 6.0 con MAC
  7. Saper cogliere le dinamiche comunicative (prospettiva, sfumature, suoni, colori, etc…) nel linguaggio video 
  8. Saper lavorare in gruppo

METODOLOGIA
Si è data molta importanza alla prossemica, consapevoli della inutilità delle barriere architettoniche che rendono difficoltose le relazioni interpersonali e di gruppo. Gli allievi, dunque, sono stati liberi di muoversi negli spazi in aula, disponendo con creatività i banchi e le sedie, in base alle esigenze del momento, rendendo l’apprendimento meno formale e decisamente più circolare.
Ampio spazio è stato dato al metodo mastery learning.
Ciascun alunno, sentendosi protagonista del percorso didattico, si è relazionato spontaneamente con i compagni,  apprendendo in modo indiretto e autonomo.
Il percorso è stato inizialmente stimolato dal docente che, maieuticamente, attraverso l’approvazione/gratificazione, ha fatto partorire, negli allievi, potenzialità nascoste e risorse preziose.
Per raggiungere tale risultato è stata pianificata la programmazione in modo accorto, al fine di coniugare la comunicazione naturale (Krasher), in cui l’affettività e la spontaneità regnano sovrane , con quella formale.

E’ stata data, pertanto, importanza:

  1. alla motivazione da parte dei docenti;
  2. ai diversi ritmi di apprendimento individuali;
  3. all’incentivazione del progresso di ognuno;
  4. alla costante gratificazione, al fine di superare la timidezza;
  5. al feedback.

I docenti coinvolti hanno lavorato, inizialmente, nelle rispettive ore curriculari, approfondendo i contenuti della rispettiva disciplina.
In un secondo momento si è adottato il Team Teaching. Il metodo di insegnamento in gruppo, correlato al metodo di apprendimento per gruppi (Team learning),  è stato efficace per orientare, integrare, verificare l’azione educativa. Questa forma di lavoro in collaborazione, rispetto ad altri modelli metodologici, ha consentito un’organizzazione della didattica in modo sistematico e programmatico. Tutto questo per non cadere nella contraddizione di riservare il gruppo di lavoro alla sola componente studentesca e non anche a quella docente, svilendo l’attività stessa d’insegnamento.
La realizzazione del prodotto-video è stata possibile con l’ausilio del tecnico della scuola, dei docenti che insegnano Linguaggi della Comunicazione e di un gruppo di lavoro di allievi interessati alla videoripresa. In particolare il video è stato frutto della creatività artistica dei ragazzi. Si è cercato, in questo caso come altrove, di renderli protagonisti in ogni percorso didattico, persino nel prodotto finale.