Progetto: Ambiente, salute e natura
Valutazione
Validazione complessiva

Tutte le esperienze professionali e non perseguite con opportuna motivazione ed interesse, apportano arricchimento multidimensionale anche e soprattutto grazie al contatto e al rapporto con i ragazzi che sono in grado di dare un senso, sempre e comunque, a quello che fanno. Un accenno particolare va dato sicuramente alla cura delle emozioni dei piccoli allievi messi di fronte ad un microfono o ad una videocamera che, grazie al loro impegno, hanno superato imbarazzi, disagi, ansie e persino piccoli problemi di comunicazione, lavorando con solidarietà nei confronti dei compagni e dei docenti e persino in gran segreto, con l’obiettivo di mostrare ai propri genitori il loro lavoro ( anche attraverso l’ipermedia finale per far loro gradita sorpresa.) Le relazioni osservate tra alunno e docente e tra alunno e alunno sono state davvero assertive. Un clima di partecipazione ed interesse, ma anche di coinvolgimento responsabile non è mai mancato ed è possibile affermare in fase finale il soddisfacente livello di cooperazione instauratosi fra le varie parti.
Nessun alunno si è sentito semplice spettatore del progetto, tutti erano attori con ruoli chiari e definiti.
Le interazioni collaborative hanno positivamente influito sui processi cognitivi dei partecipanti Il clima di collaborative learning ha facilitato le relazioni tra gli alunni favorendo l’acquisizione della consapevolezza dell’itinerario da svolgere.
Promuovere il Collaborative Learning è stato importante perché ogni insegnamento/apprendimento è intessuto di collaborazione.
Cosa ha funzionato:
E’ possibile affermare che i risultati preventivati sono stati conseguiti con ottimi risultati .
- E’ stato creato un clima di fiducia di base, di partecipazione, di collaborazione critica;
- Sono stati ampiamente valorizzati il lavoro di gruppo, il tutoring e tutte le risorse umane;
- Gli scambi relazionali e l’aumento del senso di responsabilità sono stati un valore aggiunto ai lavori del gruppo (confronto di esperienze);
- Gli alunni sono diventati protagonisti del proprio apprendimento (imparare ad apprendere) e hanno implementato positivamente l’autovalutazione e la meta cognizione;
- Il feedback motivante proveniente dagli altri, l’insegnamento tra pari, la costruzione attiva della conoscenza hanno fornito l’opportunità di sviluppare abilità di esposizione orale.
Cosa non ha funzionato:
- Non si è potuto raggiungere quella sorta di pathos derivante dalla condivisa empatia d’un gruppo che mette insieme le proprie risorse in vista d’un risultato collettivamente desiderato e perseguito,come se certi percorsi fossero considerati non condivisibili da tutti, neanche al più semplice livello del personale interesse;
- La dotazione multimediale dell’organizzazione scolastica, apparentemente adeguata, ma in realtà molto poco vissuta dall’Istituzione, tanto che ogni minimo problema incontrato risultava di difficile soluzione a causa dell’incertezza legata alle figure di riferimento.
- Non sembrano esserci persone incaricate al controllo, alla manutenzione ed alla cura dei laboratori informatici: la risoluzione di ogni possibile problema è perciò affidata all’iniziativa personale. Anche richiedere le chiavi d’un laboratorio può costituire un problema se tale richiesta avviene in orario pomeridiano, quando manca l’impiegato della segreteria che custodisce le chiavi in un luogo al quale egli solo ha accesso.
Cosa si poteva migliorare:
- La partecipazione di altri operatori scolastici, apparentemente desiderosi di relegare la tecnologia informatica all’interno d’un luogo isolato dove operano singoli “esperti”, estranei al modus operandi e agendi quotidiano e consueto.
Spunti per futuri sviluppi
Il Progetto continuerà nell’anno scolastico venturo osservando nuovi argomenti, mentre continueranno certamente le attività del laboratorio informatico.
Ovviamente mentre si lavora ad un progetto vengono sempre in mente altre idee.
La multimedialità, offre varie opportunità di attivare abilità e di consolidare capacità legate a diverse discipline e a diversi aspetti dell’apprendimento: testi, immagini, animazioni e video, suoni e musica, opere di consultazione, offrono tutte l’occasione di legami trasversali fra le conoscenze e per accrescere le competenze personali di ciascun allievo.
- Le NT ci aiutano, ma come comportarsi quando per inconvenienti tecnici non possiamo portare a termine quanto preventivato?
- Ci sono alunni che sono refrattari anche a nuove proposte. Che fare? Cambiare totalmente strategia o insistere (così come ho fatto) nella speranza che qualcosa possa scuoterli? Tuttavia è stata una bella esperienza e abbiamo avuto modo, in particolare, di riscontrare:
- più rilevante assunzione di responsabilità nei confronti del gruppo e del proprio lavoro
- disponibilità verso i compagni
- persistente confronto di idee sulle cose da fare
- condivisione di competenze e contenuti.
Proposte di riflessione
La difficoltà principale che ha interessato tutto il progredire del progetto è proprio quella che si riferisce alla impossibilità di coinvolgere altre risorse “umane”, in percorsi anche solo minimamente alternativi, nonostante la volontà di cercare ricadute positive in tal senso.
In certe circostanze, sembra più semplice coinvolgere su questa rotta i genitori dei gruppi interessati al lavoro, entusiasti nei confronti di nuove esperienze, piuttosto che l’organizzazione scolastica in quanto tale.
Ciò riporta l’attenzione sulla necessità di continuare a lavorare affinché le nuove generazioni possano confrontarsi con un rinnovato scenario d’apprendimento, nuove metodologie e nuove risorse umane che lavorano per la loro crescita e per il loro sviluppo.

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