Progetto: “Insieme” si può fare!
Valutazione
Validazione complessiva

Laboratorio “Insieme” si può fare della classe 3°A
Il percorso didattico previsto dal progetto è stato, in fase iniziale, accolto con vivo entusiasmo sia all'interno del team di classe sia dell'interclasse (!).
Anche i genitori degli alunni hanno dimostrato vivo interesse riguardo alla proposta dichiarando anche l'intenzione di collaborare, fornendo materiali.
Gli alunni hanno partecipato vivacemente alle attività rispondendo in modo positivo a tutti gli stimoli offerti e cogliendo pienamente lo spirito del laboratorio; la classe in fatti condivide pienamente con gli insegnanti il percorso educativo e di integrazione della compagna Gaia collaborando quotidianamente in comunione di intenti e consapevoli degli obiettivi da raggiungere.
Accanto all'indubbia utilità didattica è stata ampiamente riconosciuta dalla comunità scolastica la valenza educativa del progetto che ha sicuramente arricchito di senso una attività, quella di Informatica, che stenta ancora a decollare realmente nella nostra scuola.
Gli alunni della 3°A , vivendo intensamente ogni giorno con Gaia , costituiscono un gruppo estremamente aperto e disponibile alla partecipazione e al confronto con le altre classi , dimostrandosi in grado di conoscere e accogliere positivamente altri alunni diversamente abili della scuola. Ciò li ha indubbiamente portati ad essere quindi entusiasti dell'idea di poter condividere in futuro , in uno spazio web, il loro lavoro per Gaia anche con altre classi e con altri alunni che potrebbero ricavarne beneficio.
Se fino ad ora infatti i prodotti degli alunni sono stati dedicati alla loro compagna e la condivisione web è avvenuta solo all'interno del gruppo della classe, si è già in attività per poter allargare l'offerta ad altri docenti mediante condivisione di pacchetti immagini (in preparazione quello sugli spazi della scuola) e il tutorial per la costruzione dei “libri parlati”, sul modello di quelli costruiti per Gaia.
Altri alunni DVA della scuola utilizzano infatti, come Gaia, i medesimi dispositivi (sensori)che facilitano l'accesso al PC, in particolare per sfogliare semplici presentazioni PPT.
I prodotti fino ad ora costruiti dagli alunni si sono dimostrati molto efficaci sia rispetto all'usabilità sia al contenuto che risulta adeguato alle abilità e agli interessi dell'alunna: Gaia infatti, affetta da grave deficit cognitivo e disturbo relazionale con scarsissime abilità comunicative verbali, ha sempre dimostrato di attivarsi intensamente con materiali che le mostrino visivamente le immagini dei compagni e della realtà da lei vissuta. I semplici “libri parlati” per lei costruiti possono essere per Gaia una ricca stimolazione cognitiva, verbale e relazionale, spingendola ad uscire dall'isolamento autistico in cui cade frequentemente.
Gli alunni della classe hanno potuto ritrovare mediante le attività proposte in laboratorio spazi di apprendimento che , purtroppo, con grandi difficoltà ancora stentano ad essere organizzate efficacemente nella nostra scuola.
L'esperienza legata al progetto “Insieme si può fare” ha portato l'insegnante referente Casellato a considerare che diversi fattori concorrono a rendere ancora difficile l'insegnamento e la la diffusione delle ITC nella scuola e che possono riassumersi nelle seguenti riflessioni:
- Esiste sicuramente un problema legato alla formazione e all'aggiornamento degli insegnanti (si veda l'intervento in interclasse del 29 settembre) chiamati alla docenza di una materia che spesso non conoscono affatto. Non è ancora diffusa una spinta di interesse per l'aggiornamento in questo campo anche per i motivi che seguono.
- Le ore di insegnamento tecnologico sono sempre scarsamente ritagliate dagli orari di docenza perchè sicuramente secondarie rispetto alle materie principali e anche per problemi organizzativi legati al difficile accesso delle classi all'aula informatica. La situazione è sicuramente resa più complessa dai continui interventi ministeriali che, tagliando le ore di compresenza dei docenti, li costringono ad effettuare scelte di priorità rispetto ai bisogni della classe, che spesso non comprendono l'informatica.
- La scuola non dispone di attrezzature tecnologiche aggiornate e funzionanti. L' aula informatica è costituita da macchine recuperate tramite donazioni, quindi vecchie, e poco e mal gestita da nugoli di “volontari-espertoni”. Il lavoro di un gruppo numeroso in aula informatica è sicuramente reso più difficoltoso da questa situazione. Gli alunni inoltre , in genere, sono ormai abituati a standard di velocità e efficienza che a scuola non ritrovano sicuramente e che conferisce alle attività un aurea di “noia “ alla quale difficilmente reagiscono positivamente.
- Un corretto approccio metodologico che tenga in adeguata considerazione tutti gli elementi che concorrono al processo formativo è alla base di un efficace intervento didattico: l'inesperienza ha sicuramente portato l'insegnante referente a delle scelte metodologiche scorrette che saranno corrette sulla base dell'esperienza. Si è verificato infatti che il lavoro a piccolo gruppo consente sicuramente un intervento più efficace rispetto ad un approccio individuale. Se quest'ultimo può permettere infatti l'individuazione precisa delle abilità dell'alunno, ostacola in realtà gli apprendimenti in ambito tecnologico che sono stimolati dalla collaborazione con i compagni. Alunni timorosi o poco abili si attivano in situazione di piccolo gruppo, all'interno del quale naturalmente devono essere garantite relazioni di lavoro equilibrate e corrette.
A seguito di queste considerazioni generali in relazione alle attività relative al progetto condotte dall'insegnante Casellato si è verificato che:
- Gli spazi orari dedicati all'attività di progetto (1ora 30 quindicinale a gruppi alterni) sono risultati assolutamente insufficienti ed è stato necessario recuperare del tempo (vedi settimana di “Scuola natura”) per poter far effettivamente progredire i bambini nell'esperienza.
- La situazione strumentale della scuola non favorisce un approccio positivo e funzionale degli alunni con la materia. Nel lavoro a piccolo gruppo sono stati infine utilizzati gli strumenti in dotazione personale al docente e al gruppo di sostegno, macchine più moderne e sicuramente funzionanti.
- E' sicuramente più efficace, sotto tutti gli aspetti, un intervento a piccolo gruppo rispetto ad attività proposte individualmente molto dispendiose per il docente in termini di fatica e organizzazione.
- E' assolutamente necessaria da parte del docente una accurata preparazione delle attività e una verifica preventiva degli strumenti.
Laboratorio “Insieme” si può fare della classe 4°D
Il piccolo gruppo che fino ad ora ha lavorato alle attività previste dal progetto si è dimostrato, come d'altra parte lo scorso anno, entusiasta ed efficiente nel lavoro. Gli alunni hanno acquisito ottime competenze disciplinari e tecnologiche e dimostrando ampia disponibilità personale sono sicuramente stati gli artefici del successo dell'esperienza. I materiali che sono stati prodotti dagli alunni si sono dimostrati assolutamente adeguati ed efficaci. Il lavoro è stato condotto in quasi totale autonomia e le dinamiche tra i membri del gruppo sono state serene e collaborative. Gli alunni hanno lavorato consapevoli degli obiettivi da raggiungere integrando efficacemente per questo l'alunna Valentina nel processo organizzativo del gruppo.
Accanto a questo innegabile successo vi sono considerazioni importanti che segnano negativamente l'esperienza:
- La comunicazione tra i docenti e la programmazione didattica è sicuramente da migliorare e potenziare. La scarsa presenza oraria dell'insegnante Casellato non facilita la situazione che però potrebbe avere margini di miglioramento con uno sforzo condiviso, in comunione di intenti. E' sicuramente da perseguire l'obiettivo di includere nel progetto anche l'altra insegnante del team (Fortina) che, per vari motivi, ne è sempre rimasta esclusa.
- Lavorare con un piccolo gruppo di alunni eccellenti è semplice e soddisfacente. Obiettivo dei prossimi mesi dovrà essere quello di allargare la partecipazione anche ad altri alunni della 4 D. Sicuramente non aiuta la difficoltà di reperire spazi orari adeguati che non impongano la necessità di dover far “recuperare”il lavoro fatto in contemporanea in classe dal docente curricolare (fonte di ansia anche per gli alunni più in gamba!) Un miglioramento della collaborazione con i docenti di classe porterebbe ampi miglioramenti in tal senso.
Spunti per futuri sviluppi
Il progetto ha previsto, già in fase iniziale, la sua esplicazione durante l'intero anno scolastico con la possibilità di sviluppi ulteriori negli anni successivi. Gli obiettivi di lavoro identificati infatti, intendono giungere contemporaneamente sia allo sviluppo di competenze sia alla creazione di un sistema collaborativo all'interno della classe e della scuola, in modo da promuovere il benessere scolastico in tutte le sue componenti, bambini e adulti. La didattica personalizzata, rispondente ai bisogni dei singoli allievi, è l'obiettivo di ogni docente. Attraverso i progetti “Dislessico a chi?” (modulo di progettazione 1) e “Insieme si può fare” si è offerta alla comunità scolastica una opportunità interessante per organizzare una reale integrazione delle abilità, in favore di tutti gli alunni.
L'esame della realtà scolastica attuale fa nascere spontaneamente alcuni quesiti che stentano ancora a trovare risposte efficaci, sopratutto in relazione agli interventi politico-economici istituzionali.
La diffusione delle ITC nella scuola primaria ancora stenta ad essere accettabile e nonostante sia stata inserita tra le discipline, gli insegnanti ancora faticano a collocarla nella propria programmazione didattica. Quale panorama futuro ci si prospetta in una scuola ove gli alunni ormai spesso superano, a livello di conoscenze tecnologiche, ampiamente i loro insegnanti, che non trovano comunque spazi e intenti per un aggiornamento efficace? Che prospettive didattiche hanno gli alunni di una scuola che economicamente non dispone di alcuna risorsa e che non può attualmente investire sul rinnovamento delle strumentazioni tecnologiche?
E' necessario un ripensamento generale sull'organizzazione scolastica, che parta dai vertici istituzionali e che tenga in considerazione la reale situazione del sistema, in tutte le sue componenti?
Perchè quando un docente dispone di risorse quelle proposte dal progetto?

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