Progetto: Cercando un altro Egitto

Valutazione

Validazione complessiva

L’uso delle nuove tecnologie in un progetto di storia cambia l’ambiente di apprendimento, ne modifica completamente lo scenario, sposta il focus dal versante dell’insegnamento a quello dei contenuti, cioè sull’apprendimento.

La voce dell’insegnante, unico canale di una scuola tradizionale, sequenziale e rigida, che si materializza nella lezione frontale, si arricchisce di altri affascinanti e suggestivi canali : visivi, sonori, testuali, attraverso l’introduzione di immagini, testi, suoni e filmati. In questo contesto muta il ruolo dell’insegnante che da centro indiscusso di autorità e da unico detentore di sapere, diventa guida e sostegno di percorsi e processi che mettono al centro le capacità, la curiosità e la voglia di apprendere dei bambini.

In questo acquistano rilievo i contenuti non più incardinati in un orizzonte limitato e circoscritto ma aperto a influssi e suggestioni molteplici,diversificati e complessi. L’utilizzo della LIM permette all’insegnante di accedere alle multiformi e incredibili risorse della rete e ai bambini di potere lavorare in modo collaborativo e cooperativo, svolgendo ricerche, effettuando lavori di gruppo, interagendo con l’insegnante per uno scambio reciproco e collaborativo, veramente fecondo sul versante relazionale e cognitivo.

Essendo la prima volta che mi confrontavo con uno strumento simile non sono state poche le difficoltà che ho dovuto superare.

Innanzitutto un problema temporale.

Solo adesso posso dire con sufficiente cognizione di causa che un lavoro simile necessita di un tempo maggiore, soprattutto quando, come nel mio caso, si hanno appena 2 ore per l’ambito disciplinare di Storia. Problema che ho, per fortuna, in parte superato, utilizzando anche le 2 ore di geografia e le 2 ore di tecnologia e informatica, avendo così la possibilità di lavorare alla narrazione, soprattutto nelle ultime 4 settimane per 6 ore complessive a settimana.

Ciò nonostante, credo che una narrazione multimediale così articolata e complessa, avrebbe bisogno di un maggiore numero di ore e soprattutto essere affrontata in un’ottica multidisciplinare, coinvolgendo, quindi, nella progettazione, nella stesura e nella realizzazione anche gli altri insegnanti della classe.

In questo modo sarebbe possibile, tra le altre cose, dispiegare in modo ancora più valido e didatticamente efficace tutte le potenzialità dello strumento.

In secondo luogo un problema legato alla sincronizzazione tra il testo e le immagini.

Nella prima fase di inserimento dei testi della narrazione poco mi ero preoccupato del fatto che le immagini scorrono in base alla lunghezza dell’audio, anzi sono intrinsecamente legate alla lunghezza dell’audio per cui si visualizzano in maniera perfettamente uguale, suddividendo la lunghezza dell’audio in parti perfettamente uguali. Questo mi ha costretto, soprattutto per mancanza del tempo di cui sopra, a redigere tutta la parte conclusiva del progetto a casa, dopo la chiusura della scuola avvenuta in data 19 Dicembre.

Mi sono accorto, infatti, che inserendo l’audio registrato con la voce dei bambini, non c’era alcuna sincronia tra il contenuto sonoro e le immagini che scorrevano nella visualizzazione del filmato, con conseguenze davvero poco coerenti e poco sensate. Pertanto, ho operato un nuovo lavoro di registrazione,

effettuato con la mia voce, e un contemporaneo lavoro di revisione dei testi, tagliando e aggiungendo testi e contemporaneamente tagliando e aggiungendo immagini

per avere un risultato che fosse minimamente accettabile. Mi rendo conto che in questo modo il lavoro risulta meno “fresco” rispetto a quello effettuato con la registrazione della voce dei bambini, ma, purtroppo, non mi è stato possibile fare altrimenti.

Sul versante metodologico non ho incontrato nessuna difficoltà. Anzi, al contrario, devo dire che l’uso del motore ha contribuito ad arricchire il mio modo di lavorare e di procedere, favorendo un clima di collaborazione e di cooperazione in classe e, soprattutto, un modo che i bambini hanno trovato veramente entusiasmante e ludico. Davvero un bel modo di “apprendere giocando”. Il motore 1001Storia permette un approccio veramente partecipativo.

Questa nuova modalità di procedere si manifesta fin dall’avvio del percorso di creazione della narrazione. Una volta individuato il tema e la “proposta” ai bambini, tutto diventa un laboratorio dove si discute, si analizza, si “contratta” e si dibatte per pervenire, alla fine, a una soluzione che metta d’accordo tutti.

Dal Piano editoriale, ai titoli, agli argomenti, ai sottoargomenti, fino ad arrivare alla stesura dei testi e alla scelta delle immagini.

I bambini partecipano, discutono, si divertono, ma soprattutto acquisiscono competenze e abilità che spaziano su più livelli e su più ambiti disciplinari. Non è solo un modo di fare ricerca storica o geografica o antropologica.

Il tema trattato diventa un pretesto per sviluppare un’indagine conoscitiva veramente reale e complessiva, in un quadro e in un contesto veramente globale, generale e interdipendente.

Ambienti storici e geografici si intersecano e si intrecciano con contenuti testuali, visivi e sonori, all’interno di uno scenario dove maturano e si sviluppano competenze e abilità di analisi, di sintesi, di organizzazione e di metacognizione.

Ma è un’occasione attraverso la quale si perfezionano scambi ed esperienze sul versante affettivo e relazionale e si strutturano percorsi di socializzazione, di partecipazione e di cooperazione .

In tutto questo, ruolo centrale ha assunto la lavagna digitale interattiva multimediale, vero fulcro dell’esperienza che ha reso più agevole e semplice il percorso intrapreso. Per svolgere il progetto si è utilizzata prevalentemente la LIM, installata in classe nell’ambito del progetto Innovascuola primaria.

Con la LIM la tecnologia è entrata in classe. E lo ha fatto coinvolgendo i bambini in maniera pervasiva, stimolando in loro la messa in funzione di tutti i canali sensoriali che, a scuola, difficilmente trovano il loro giusto rilievo. Invece, trattandosi di bambini, non bisognerebbe mai dimenticare quanto i sensi siano importanti nell’assimilazione di contenuti e nell’acquisizione di abilità e capacità.

Con uno strumento come la LIM che offre la possibilità di manipolare oggetti, di sensibilizzare canali comunicativi che vanno oltre la parola, che si aprono all’udito, all’occhio, al tatto, è chiaro che l’apprendimento acquista una dimensione più attraente e ludica, maggiormente coinvolgente e stimolante.

Trattandosi di uno schermo grande dove tutti hanno la possibilità di vedere e sperimentare i contenuti della lezione, la LIM sviluppa la capacità di calarsi dentro la lezione, di viverla, di immergersi dentro suoni, immagini, filmati che catturano l’attenzione in un modo che la semplice voce dell’insegnante in una lezione tradizionale non potrà mai raggiungere.

Inoltre la LIM è uno sguardo aperto al mondo, un canale che si apre alla realtà , che inserisce la classe dentro il vasto, sterminato e multiforme mondo delle risorse del web che offrono la possibilità di parlare con linguaggi molteplici che normalmente sono fuori dalla scuola.

E’ la scuola del multimediale, non più la scuola solo del libro o della parola che circola attraverso i suoni, le immagini, i testi non solo manuali ma anche digitali. E’ la scuola in cui veramente si può affermare che l’innovazione entra in classe.

E’ una tecnologia funzionale, facilmente accessibile e fruibile, che non necessita di competenze alte o altamente tecniche, che permette agli insegnanti e ai bambini di sentire la scuola non con distacco, ma vicina a quella normalmente vissuta fuori dal contesto classe. Non solo. Ma la LIM offre la possibilità di arricchire e potenziare il lavoro collaborativo e cooperativo e di formare gruppi classi molto più coesi e partecipativi rispetto alle classi che utilizzano una didattica tradizionale.

In questo contesto avere inserito uno strumento come il motore 1001Storia ha determinato un valore aggiunto di indubbio rilievo e ha reso possibile attualizzare tutte le molteplici potenzialità della LIM.

Avere utilizzato il motore attraverso la LIM e non, come sarebbe stato altrimenti, attraverso il laboratorio multimediale, ha permesso all’insegnante e agli alunni di partecipare attivamente alla costruzione del racconto multimediale.

Partecipazione che si è esplicata attraverso la condivisione del percorso che la LIM ha reso possibile e l’intervento da parte di tutti, anche di quegli alunni che normalmente restano esclusi da attività, sia pure molto significative, come questa.

Oltre alla LIM abbiamo utilizzato il laboratorio di informatica per tutte le operazioni relative alla registrazione dei contenuti, in quanto l’aula di informatica è dotata di cuffie e microfoni, strumenti indispensabili per effettuare questo tipo di operazione.

Sul piano professionale è stata per me un’esperienza veramente formativa e arricchente, densa di contenuti, di relazioni, di passione e di gioco.

Un’esperienza che si è arricchita della passione e della voglia di imparare dei bambini, veri, indiscutibili protagonisti dell’intero percorso, così attratti dall’argomento, così incuriositi dalla scoperta di una nuova ed affascinante civiltà, nella quale uomini e donne hanno vissuto con grazia e con opere d’ingegno veramente straordinarie e uniche.

Un’esperienza che si è nutrita degli sguardi attenti dei miei alunni, delle loro domande piene di candore e di ingenuità, ma anche di profondità e spessore. Un’esperienza resa straordinaria dalla possibilità di utilizzare le nuove tecnologie in un modo così intenso, coinvolgente, straordinario.

Un’esperienza nella quale i bambini si sono immersi con gli occhi, le mani, l’udito, la mente, le relazioni e un linguaggio finalmente vicino al loro mondo e alla realtà circostante.

Per tutte le considerazioni esposte io credo che continuerò ad utilizzare nel corso dell’anno l’esperienza svolta e, anzi, fare tesoro dell’esperienza maturata, per arricchire e incrementare le mie competenze tecniche, professionali, educative e didattiche.

Credo, oltretutto, che ciò permetterà ai bambini di affinare le loro competenze e abilità e a produrre contenuti multimediali sempre più significativamente validi ed efficaci. Infine, ultima considerazione, questo corso di formazione in generale, per me, è stata un’ esperienza davvero unica e altamente formativa che mi ha dato la possibilità di confrontarmi con quella avanguardia di educatori e insegnanti che credono nella possibilità di un modo diverso di fare scuola, una scuola finalmente che non nasconde, non elude, non cancella, ma produce, accetta, conserva.

Spunti per futuri sviluppi

Si prevedono nuovi sviluppi?

L’esperienza condotta è stata veramente entusiasmante sia per me che per i bambini.

Per questo motivo, avendo la possibilità di utilizzare sia il motore di ricerca 1001Storia che la LIM, di continuare questa esperienza e di realizzare altre narrazioni multimediali storiche e geografiche.

Ispirazione per altri lavori?

Già nella fase di realizzazione del progetto pensavo alla possibilità di realizzarne altre sia di storia che, soprattutto di geografia.

Proposte di riflessione

Quali aspetti problematici e quali soluzioni?

Un problema che ho dovuto risolvere è stato il tempo.

Troppo breve quello a mia disposizione : 2 ore per settimana, che ho aumentato utilizzando le 4 ore di geografia e tecnologia.

Un altro quello legato alla sincronizzazione tra testo registrato e immagini.

Entrambi i problemi hanno determinato una cancellazione dei testi registrati dai bambini e un lavoro di revisione finale da parte mia nelle due ultime settimane di Dicembre con nuova registrazione dei brani da parte mia.

Si prevedono nuovi sviluppi?

L’esperienza condotta è stata veramente entusiasmante sia per me che per i bambini.

Per questo motivo, avendo la possibilità di utilizzare sia il motore di ricerca 1001Storia che la LIM, di continuare questa esperienza e di realizzare altre narrazioni multimediali storiche e geografiche.

Ispirazione per altri lavori?

Già nella fase di realizzazione del progetto pensavo alla possibilità di realizzarne altre sia di storia che, soprattutto di geografia.