Progetto: “Il massacro di Sand Creek”

Foto di Marco Migliardi Autore: Marco Migliardi

Sviluppo

Spazi, tempi e strumenti

Luogo deputato di ogni progetto che realizzo è l’aula scolastica, in questo caso prevalentemente il laboratorio di informatica. Ciò non toglie che alcune operazioni vengano svolte anche a casa dai ragazzi, ma solo se questa soluzione risulta a loro più comoda e pratica. Al lavoro domestico è demandato esclusivamente lo studio e il ripasso del materiale individuato e selezionato a scuola. Per la realizzazione della narrazione multimediale “Il massacro di Sand Creek” è stata utilizzata essenzialmente la piattaforma “1001 storia” che permette di raccogliere in un unico contenitore file di testo (in genere realizzati con Word), immagini (formato jpg, ridimensionate e ripulite con GIMP) e suoni (musiche mp3 e registrazioni audio dei brani registrate e mixate con Audacity). Naturalmente per la fase di ricerca dei dati e delle informazioni si è fatto un larghissimo ricorso ad Internet.

Al progetto sono stati dedicati circa 40 giorni di tempo, durante i quali però il programma curriculare non si è arrestato, in quanto settimanalmente solo 1, o negli ultimi tempi, 2 ore erano destinate ai lavori di gruppo sul progetto.

Diario di bordo riassuntivo delle attività

Il tema, molto democraticamente, è stato proposto dal docente, ma, ciononostante, è stato subito approvato dalla classe. Nella prima riunione pomeridiana a scuola abbiamo discusso e definito le macro aree della narrazione e stabilito la cronologia dei capitoli. La discussione ha preso in tutto 2 ore.

Il secondo incontro sul tema è avvenuto durante tre ore curriculari della mattina in laboratorio di informatica. Date alcune indicazioni biblio-sitografiche, gli alunni hanno proseguito nella ricerca di materiale in rete e in biblioteca. Abbiamo fatto una scelta ragionata del materiale trovato e suddiviso i compiti per casa su base volontaria. Terza seduta, sempre durante le ore curriculari: ogni allievo ha cominciato a redigere dei testi di circa 200-300 parole dagli appunti preparati a casa, consultandosi coi compagni e tenendo sott’occhio anche i riferimenti sitografici. I testi così compilati sono stati poi scambiati fra i vari alunni che, a casa, li hanno letti, corretti e integrati con altro materiale. Due alunne hanno aperto un’area condivisa su Google Documents dove hanno pubblicato i testi, sui quali è iniziato un lavoro collaborativo di tutta la classe. Quando si trovava del materiale nuovo o un link interessante a qualche documento o a qualche immagine, lo si incollava in calce al documento condiviso. La fase collaborativa, basata sui documenti condivisi in Google Documents, è stata molto proficua e ha permesso al docente di valutare anche la qualità e la quantità del materiale che ogni allievo produceva in quanto tutti gli interventi erano firmati o scritti con un colore che ne contraddistingueva l’autore.

Più o meno definiti i testi, ci siamo dedicati alla ricerca del materiale iconografico, la qual cosa deve aver occupato molto tempo agli studenti, anche perché , in fondo, la trovavano divertente. Gran parte del lavoro è stato svolto a casa e anche in questo caso si sono utilizzati degli strumenti di condivisione come Picasa. Utili sono stati i vari motori di ricerca immagini (non solo Google) e il nuovo motore di ricerca semantico Evri.com. Al successivo incontro ho mostrato alla classe come inserire i testi e le immagini in piattaforma. In circa mezz’ora hanno appreso il meccanismo, per altro molto semplice ed efficace, e il resto degli inserimenti è stato svolto da alcuni allievi a casa. Un’altra ora curriculare è stata dedicata alla presentazione del programma Audacity, per la registrazione delle voci e per la scelta dei file musicali da inserire in piattaforma. Si è passati quindi ad effettuare i mixaggi fra le musiche e i testi, utilizzando un’altra ora curriculare. Dopo il primo esempio realizzato dal docente, si è lasciato a due alunni più pratici con i file musicali il compito di terminare il lavoro. Un’ ulteriore fase di “pulizia” è toccata all’insegnante, in quanto, avendo i ragazzi registrato i testi da postazioni diverse, anche i volumi di registrazione erano differenti ed è stato necessario assimilarli. L’inserimento delle tracce audio mixate è stato effettuato a casa dallo studente ormai divenuto super esperto della piattaforma. Il compito finale di predisposizione del prodotto per la spedizione e l’iscrizione al concorso è toccata nuovamente al docente. Ma è stato un compito grato, anche perché concludeva 40 giorni di lavoro intenso e ricco di soddisfazioni.