Progetto: DE SIDERA ( BERGAMO) SCIENZA
Valutazione
Validazione complessiva
Dai colloqui con i ragazzi, con i loro genitori e con gli altri docenti emerge un giudizio complessivamente buono o molto buono. Il punto critico dell’intero progetto, anche in considerazione del fatto che si rivolge a studenti di classe quinta, mi sembra essere la necessità di tanto tempo da impiegare e di tante energie, non solo o non tanto da parte dei docenti, (anche, certamente) ma soprattutto per i ragazzi, e soprattutto relativamente alle materie scolastiche che hanno maggiori vincoli esterni (tipicamente le discipline che prevedono una prova scritta all’esame di stato). Nonostante questo aspetto, tuttavia, i ragazzi stessi hanno manifestato tanto entusiasmo, impegno e senso di responsabilità nel farsi carico dei compiti legati al progetto.
A mio avviso, tutto sommato, il tempo impiegato è stato un buon investimento, darà certamente buoni frutti in futuro, e non solo in sede d’esame. Anche ripensando alle finalità originarie devo esprimere soddisfazione: molti dei ragazzi hanno testimoniato un interesse e una passione che sono andate molto al di là del dovere scolastico, alcuni hanno colto quella bellezza straordinaria in ciò che
“si deve studiare”, bellezza che normalmente rimane sepolta “sotto i libri” e la routine. Un paio di
studenti, ad esempio, hanno manifestato il desiderio di proseguire negli studi scientifici legati al
progetto (fisica in particolare). Forse quello scollamento tra la vita e la scuola (che domani sarà tra la
vita e il lavoro) è stato ricongiunto, almeno un po’, almeno in una esperienza che può essere ripresa
– se non altro come esempio – da coloro che vi hanno partecipato: hanno sperimentato che è possibile!
Spunti per futuri sviluppi
Certamente, nei prossimi anni, almeno una parte del progetto ho in animo di riproporla tale e quale, laddove incontrerà il favore di colleghi, studenti, famiglie. Pensando invece ad altre classi, in altre zone, si deve osservare che la riproducibilità del progetto è in parte condizionata dalla presenza di alcune facility del territorio in cui mi trovo ad operare (parco astronomico, volo a vela, manifestazione BergamoScienza). Penso, tuttavia, che ogni territorio possa offrire occasioni analoghe, credo che in ogni caso possa essere trattenuto quanto meno lo spirito del progetto, la direzione indicata, lo sguardo sullo studente e sulla realtà che lo anima.
Ulteriori prospettive di sviluppo potrebbero essere individuate, ancora più pervasivamente rispetto
all’attività didattica curricolare, nella progettazione di modalità alternative – ma meno ‘sui generis’ –
di affrontare temi disciplinari, in modo da potersi applicare più capillarmente durante l’anno
scolastico. Questa, a mio avviso, è una sfida difficile, ma importante, perché può permettere di
entrare di più a far parte integrante del ‘sistema scuola’, non di essere vista come una – seppur
interessante – anomalia, ultimamente incapace di incidere davvero sull’apprendimento e la crescita
dei ragazzi che frequentano la scuola superiore.
Proposte di riflessione
Nel caos e nella burocrazia imperante della scuola di oggi, potranno riuscire docenti animati da grande passione per il proprio mestiere e per i loro ragazzi, insieme a studenti carichi di domande e contraddizioni, crescere insieme? È possibile un incontro vero, autentico, denso e pregnante, realmente significativo per la vita, dotato di un senso profondo, di un significato autentico? Se non credessi a questa possibilità non potrei continuare a tentare il possibile e l’impossibile tutti i giorni, di fronte a quegli occhi sgranati, o a quei volti assorti, a volte distratti o assonnati e a volte assennati, di fronte a quei giovani uomini e giovani donne che vogliono essere felici e, per la maggior parte, non sanno chiederlo, e spesso nemmeno sanno consapevolmente desiderarlo. C’è sempre più bisogno di persone che si mettano insieme, tra colleghi, tra studenti, tutti insieme, per intensificare gli sforzi di tenere desto il desiderio di infinito, di imparare tutto ciò che coloro che hanno abitato il nostro pianeta hanno scoperto, inventato, realizzato, spesso unicamente
per vivere pienamente la propria vita e la propria responsabilità di fronte agli altri e di fronte al mondo. Mi auguro che questo progetto, insieme a tutti quelli che ne seguiranno, e insieme a tutti quelli dei colleghi e amici che mettono l’anima in questo lavoro, che tutti siano passi in questa direzione.

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