Progetto: La strada che vorrei… (progetto di educazione stradale)

Valutazione

Validazione complessiva

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Il progetto, portato avanti secondo nuove modalità di insegnamento/apprendimento, è stato molto stimolante e ha dato esiti positivi che si sono riflettuti nell’intero clima della classe. Io e la collega, di sezione e del DOL, Maria Cristina Peddis, abbiamo vissuto molto intensamente questi ultimi mesi di scuola, stupendoci giorno dopo giorno della risposta dei bambini. Essi hanno acquisito conoscenze e competenze nuove riguardanti sia i contenuti specifici del progetto che, più in generale, ciascuna delle 5 grandi aree di apprendimento della scuola dell’Infanzia. Le nuove tecnologie hanno avuto un grande ruolo nel motivare e stimolare i bambini e io credo che, aldilà delle specifiche abilità acquisite in materia, la conquista più grande sia stata l’aver preso coscienza delle possibilità offerte dagli strumenti tecnologici e, contemporaneamente, delle proprie capacità nell’utilizzarli. Ciò ha consentito al bambino di fortificare la fiducia in sé stesso, per cui anche alunni che a volte hanno difficoltà a “mettersi in gioco”, hanno preso parte senza remore all’esperienza.

Un altro elemento degno di nota è dato dal rafforzamento del legame professionale con la collega di sezione, con la quale è sempre stato alto il livello nello scambio di idee, nel confronto, nel sostegno, nel mutuo utilizzo delle rispettive competenze in entrambi i progetti del DOL portati avanti.

Il poco tempo a disposizione per sviluppare l’intero percorso è stato invece l’elemento sfavorevole, che ha costretto le insegnanti a concentrare in un arco di tempo troppo breve, il carico di ore da dedicare al progetto.

Avvalendomi dell’esperienza appena maturata, sicuramente cercherei di incrementare la partecipazione degli alunni alla realizzazione del prodotto finale, rendendoli ancora più “protagonisti” non solo nello svolgere le attività ma anche nel descriverle.

Spunti per futuri sviluppi

Il progetto si ritiene concluso in quanto gli alunni ai quali era rivolto il progetto, da settembre frequenteranno il primo anno della scuola Primaria e con i bambini in ingresso, tutti di tre anni, si dovrebbe dare un’impostazione completamente diversa rispetto a quella descritta fino ad ora.

Potendo continuare il percorso, credo che, dal punto di vista dei contenuti, avrei approfondito quelli già presentati e spostato il “baricentro” dell’intervento educativo-didattico verso l’educazione alla legalità, la cultura e l’esercizio dei valori civili. A questo proposito avrei sfruttato le conoscenze acquisite riguardo all’educazione stradale, ad esempio sulla segnaletica, per incentivare, con tutti i mezzi e gli strumenti già utilizzati, la creazione di una segnaletica non convenzionale, nella quale inserire le nuove tematiche affrontate riguardanti la convivenza civile. Inoltre avrei cercato di avvalermi della collaborazione “a distanza”, con altre scuole, favorendo lo scambio telematico fra gli alunni.

Proposte di riflessione

Come conciliare l’utilizzo sistematico delle Nuove Tecnologie nella scuola dell’Infanzia con la carenza di ore di compresenza, data l’età degli alunni, la necessità di formare dei gruppi poco numerosi da condurre nell’aula multimediale, per le attività individuali nel singolo pc, le registrazioni audio e tutto il resto….?

Io e la collega di sezione abbiamo adottato una soluzione che non può che essere temporanea, incrementando le ore di compresenza attraverso una permanenza a scuola al di fuori del rispettivo orario di servizio, cosa che ovviamente non può diventare una consuetudine…

Se è vero che alla base di questa sperimentazione c’è una nuovo modo di concepire l’aula multimediale, non più solo ambiente di lavoro, ma spazio di relazione e di apprendimento pluridisciplinare e multidisciplinare, può questa (sperimentazione) prescindere da una riorganizzazione generale della scuola che coinvolga anche le parti non direttamente interessate al progetto?

Mi riferisco alla gestione del tempo-scuola, all’utilizzo degli strumenti, degli spazi, delle attrezzature di uso comune…

In questo nuovo spazio di relazione, come stimolare atteggiamenti costruttivi nella relazione interpersonale, e favorire la “cooperazione” nel gruppo?

Avvicinare bambini così piccoli all’uso delle Nuove Tecnologie ha comportato una buona dose di attività individuali e individualizzate o comunque rivolte al piccolo gruppo, anche perché, a prescindere dalle competenze del bambino, il numero delle postazioni presenti nella nostra scuola non consente una diversa organizzazione. L’utilizzo dei mezzi tecnologici non è di per sé una garanzia per il buon esito di una proposta educativa, ma piuttosto la chiarezza degli intenti e l’attenzione alle modalità di approccio al mezzo. Particolare attenzione va data quindi alla formazione dei gruppi e all’ “abbinamento” dei bambini, creando le situazioni affinché i più esperti possano aiutare i meno “pratici” o affinché anche nel lavoro individuale i bambini possano percepire di aver collaborato ad un progetto comune…