Progetto: “La rivoluzione galileiana”
Valutazione
Validazione complessiva
- La progettazione didattica descritta obbliga il docente ad una dinamica di “trial and error”, ad una flessibilità gestionale, ad una mediazione, ad un decentramento dei compiti di per sé migliorativi della sua leadership
- A livello contenutistico inoltre occorre visionare preliminarmente e criticamente le fonti e gli aggiornamenti dei materiali on line realizzando di fatto un’esperienza di “formazione in servizio” in un’ottica di long life learning
- Nella pochezza delle abilità tecniche lo scenario sterminato di possibilità sprona ad una urgente alfabetizzazione in questo senso
Spunti per futuri sviluppi
L’impianto complessivo della progettazione didattica per sua natura si presta ad un work in progress, in almeno tre filoni fondamentali:
- Nella costruzione di un unico ipermedia di classe nel quale convergano (e siano individuabili) i singoli contributi degli studenti
- Nello sviluppo corposo e organico di questioni trasversali di natura interdisciplinare
- Nel confronto con lavori analoghi di altre scuole con medesimo indirizzo di studio
Proposte di riflessione
- L’utilizzo di mezzi informatici propri appare in certi contesti di lavoro il modo più economico e meno invasivo per ovviare ai deficit strutturali della scuola, anche se è una dinamica di per sé disincentivante per il docente. Quali soluzioni pragmatiche differenti si possono adottare?
- Il clima emotivo/affettivo della classe vive una significativa trasformazione nell’allestimento cooperativo di lavori multimediali. Come sfruttare questa potenzialità per arginare abituali dinamiche di gruppo negative?
- Se vi è educazione solo laddove vi è asimmetria tra docente e discente e se le competenze informatiche degli adolescenti liceali sono ben più raffinate di quelle di molti insegnanti, la scuola vive quotidianamente il paradosso del suo fallimento educativo?

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