Progetto: Leggende e fiabe: un mondo che ancor oggi riesce ad incantare grandi e piccini

Foto di Mario Merola Autore: Mario Merola

Valutazione

Validazione complessiva

Il progetto è stato positivo in quanto i bambini hanno appreso gli obiettivi prefissati “divertendosi”, quasi dimenticandosi di essere a scuola.
Inoltre abbiamo voluto utilizzare, come l’anno precedente, il metodo dell’apprendimento cooperativo spiegando ai bambini che il successo del lavoro del gruppo non sarebbe stato rilevato dal risultato finale, bensì dal fatto che ogni membro del gruppo avesse dato il  proprio contributo. Siamo consapevoli che i risultati raggiunti, sebbene soddisfacenti, non ci permettono di affermare che l’obiettivo è stato acquisito, ma sicuramente possiamo dire che il percorso è stato avviato e che c’è l’intenzione di proseguire su questa strada.
Le difficoltà riscontrate sono state soprattutto di ordine comportamentale e/o di relazione in quanto il lavorare insieme richiede una maggior capacità di ascolto, di disponibilità, di collaborazione.

Spunti per futuri sviluppi

Ci piacerebbe continuare con l’indirizzo teatrale per le sue valenze interdisciplinari e per l’opportunità di migliorare le relazioni di gruppo, non solo quelle tra i bambini, tra bambini e docenti, ma anche quelle tra docenti e docenti.
Inoltre in un periodo che vede l’ingresso nella scuola di un numero sempre maggiore di bambini di altre etnie e culture, è importante ricordare che l’uso delle tecniche relative al teatro possono migliorare la loro accoglienza e la loro integrazione.
Vorremmo inoltre sfruttare al meglio l’uso delle nuove tecnologie, migliorando le nostre competenze tecniche.

Proposte di riflessione

Un progetto che si protrae così a lungo nel tempo non rischia di “togliere” ore alle varie discipline?
No, perché anche facendo “teatro”, o altre attività “alternative” alla lezione tradizionale, è possibile raggiungere gli obiettivi prefissati dalle varie discipline creando una maggior motivazione nei bambini. È vero però che sussiste ancora nel docente l’ansia di non riuscire a fare, a livello curricolare, tutto quello che viene richiesto.

Perché programmare attività che richiedono maggior dispendio di energia per raggiungere gli stessi obiettivi?
Perché è molto probabile che il bambino si dimentichi di alcune “nozioni, argomenti” studiati a scuola, ma sicuramente un’esperienza di questo tipo resterà viva nella sua mente.
Inoltre questa attività permette di valutare alcune competenze che nell’ambito disciplinare non sempre emergono.

Cosa fare con bambini che difficilmente partecipano alla vita della classe e/o per timidezza restano chiusi nel loro guscio?
A volte, come nel nostro caso, la voglia di assumere un ruolo particolare ha permesso a questi bambini di farsi avanti, di credere maggiormente nelle proprie capacità. Questo non è avvenuto fin dall’inizio, ma le continue sollecitazioni e non “imposizioni”, la “non” richiesta di prestazioni specifiche ha permesso loro di sentirsi a loro agio e a esprimersi al meglio.
Importante è stato anche il momento della visione dei filmati in quanto ogni bambino ha potuto vedersi all’opera, cogliendo sia gli aspetti positivi, sia quelli che devono essere ancora migliorati (avvio alla autovalutazione ed ad una rivalutazione dell’errore a cui non si da una configurazione negativa, bensì viene visto come punto di partenza per progredire).