Progetto: Educare con le immagini: dall’arte al video digitale
Valutazione
Validazione complessiva

fig.6
Credo che l’intero Progetto possa essere giudicato in maniera assai positiva: riporto in questa sede quanto chiude la mia relazione finale, in merito a qualche riflessione sugli aspetti di valutazione di quanto effettuato.
Nella dimensione odierna del vivere occorre che la Scuola, il mondo dell’istruzione in generale – occorre che l’insegnamento e l’apprendimento non siano intesi come percorsi consequenziali, in maniera direi non solo vetusta, ma decisamente sorpassata. Piuttosto occorre veramente che il tutto venga considerato in un modo più circolare, a spirale … dove continuamente ci sia intersezione fra ciò che viene insegnato e ciò che viene appreso: certo, non è facile mettere in atto questo meccanismo in una scuola che sembra non avere davvero gli strumenti, ma anche – mi si permetta la denuncia – un capitale cognitivo fra gli Insegnanti poco flessibile ai cambiamenti!
Né è possibile affidare questi cambiamenti solo a carte e burocrazia, magari affidate a chi non è in grado di entrare nel merito della sua vita della scuola, piena di un po’ di tutto, non sempre chiara nei suoi aspetti nemmeno tra gli stessi protagonisti, colma di soggettività e anche di casualità.
Ma la valutazione non si può limitare solo a dati statistici, oggettivamente misurabili!
Ecco perché ritengo che gli aspetti che possono essersi mostrati ‘critici’ – l’eventuali perdite di tempo, la difficoltà nell’utilizzo di software, la non abitudine dei Docenti a ‘vivere’ insieme esperienze di insegnamento/apprendimento, possano e debbano essere superate.
I ragazzi hanno valutato in maniera assai positiva e collaborativa questo lavoro: inizialmente vi è stata un po’ di bagarre/resistenza – si immagina! – alla costruzione dei gruppi; da migliorare è la dotazione informatica … come in ogni scuola, nonostante la mia passi per decisamente ‘isola felice’!
Spunti per futuri sviluppi
condividendo la visione del VIDEO con i Colleghi, si è detto: perché non estendiamo questa modalità anche ad altre classi? Perché non coinvolgiamo le televisioni locali, magari lanciando concorsi sulle Pubblicità Progresso dirette dai ragazzi?
Proposte di riflessione
Come superare la difficoltà del lavoro collaborativo tra Insegnanti poco abituati a lavorare insieme?
Occorre mettere a punto vere e proprie strategie progettuali flessibili, che pur non perdendo mai di vista il prodotto finale cui si tende, permetta degli ‘aggiustamenti’ e dei ‘cambiamenti’ in itinere. Mentre è istituzionalizzato l’incontro tra i Docenti delle differenti discipline per parlare del comportamento dei loro alunni, poco si progetta insieme. Questo a mio parere deve essere fatto tra Insegnanti che decidono di portare avanti un lavoro che li vede come co-protagonisti insieme ai ragazzi: darsi degli obiettivi, costruirli insieme, prevedere i momenti di difficoltà e già ipotizzare soluzioni! Non da detentori del sapere, ma registi di un sapere che ‘si vede’ costruire.
Come superare le difficoltà organizzative in termini di co-presenze?
Nella scuola secondaria di I grado, in cui praticamente non esistono co-presenze, un’indubbia difficoltà è stata ‘ricavare’ possibilità di doppie o triple Docenze. Se ben strutturato, tuttavia, il percorso riesce davvero a proporsi come fondante e completa attività interdisciplinare, anche finalizzata a competenze che i ragazzi dovrebbero avere all’uscita dal primo ciclo di istruzione. Ecco perché – da vicepreside sono ‘esperta’ di trucchetti! – penso all’utilizzazione di ore a disposizione dei Colleghi di Lettere ed alla possibilità di permessi compensativi per gli altri Docenti. Oltretutto, dalla Legge 53/03 in poi, l’orario degli Insegnanti si può anche ‘giocare’ in un’ottica pluri-settimanale!
Come valutare il lavoro svolto dai ragazzi?
La logica della valutazione di lavori prodotti da un gruppo si presenta come aspetto difficile, poiché poco praticato da noi Docenti. Inoltre risulta difficile far capire ai ragazzi che di fronte al prodotto finale del gruppo ci siano valutazioni differenti per i componenti dello stesso. A questo proposito, quindi, penso sia necessario prevedere schemi di osservazioni in itinere e comunicare ai ragazzi in maniera pedissequa e trasparente tali osservazioni. La valutazione deve essere quindi un correttivo non di un modo di procedere ‘sbagliato’, ma un suggerimento per ‘fare diversamente’. Ciò nella nuova ottica di un Prodotto finale che i Docenti NON CONOSCONO.

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