Progetto: LA LOGICA DELLE RETI INFORMATICHE
Valutazione
Validazione complessiva

fig.6
La classe 5 B è formata da 27 alunni di cui 3 ripetenti, uno di 13, uno di 11 e uno di 12 anni. In più 5 alunni sono poco scolarizzati, non riescono a rispettare semplici regole comportamentali ed hanno capacità di attenzione limitate. Secondo me era una classe ideale a cui proporre un’attività del genere, visto che in fondo si trattava di un lezione alternativa, però troppi elementi di disturbo hanno diluito i tempi di realizzazione.
Ho provato a responsabilizzare gli alunni problematici affidando loro dei ruoli importanti ed incarichi, ma alcuni di loro non hanno mantenuto i loro impegni dimenticando il materiale e prendendo l’attività proposta come un gioco e non come un vero compito.
La valutazione nel suo complesso è stata più che sufficiente.
Cosa ha funzionato:
Alla fine possiamo dire di aver ottenuto almeno la comprensione di quanto proposto
Cosa non ha funzionato:
- l’atteggiamento superficiale e poco responsabile di alcuni alunni che hanno diluito i tempi di realizzazione del lavoro
- Gli strumenti di lavoro: PC non utilizzabili in giornate di maltempo e altri strumenti che alla fine non ha funzionato.
Cosa si poteva migliorare:
I tempi di realizzazione.
In ogni caso è bene aver presente che i bambini hanno risorse infinite e spesso inaspettate per combinare piccoli e grandi "pasticci": la cartella cancellata, i files spostati, alcune impostazioni saltate...
In questi casi occorrono doti non considerate (anche perchè dovrebbero comunque far parte del bagaglio di ciascun docente, a prescindere dalle TIC...) quali la pazienza, la capacità di incoraggiare e di non drammatizzare il danno, la voglia di imparare insieme, di scoprire "il mistero del file scomparso", di trovare la soluzione ad un blocco del sistema, la disponibilità a chiedere aiuto in rete a colleghi più esperti...
Gli alunni più insicuri hanno sperimentato positivi momenti di incoraggiamento dai pari, hanno talvolta assunto ruoli di coordinamento significativi.
Numerose sono state le occasioni di tutoring tra pari, talvolta erano gli alunni meno brillanti nelle discipline curricolari a guidare i compagni.
Nessun alunno si è sentito semplice spettatore del progetto, tutti erano attori con ruoli chiari e definiti.
Le interazioni sono state collaborative in quanto hanno influito sui processi cognitivi dei partecipanti e sono state sincrone.
Il valore cognitivo si è accresciuto in quanto si è dovuto continuamente negoziare, spiegare e risolvere gli eventuali conflitti tra le persone del gruppo.
Abbiamo avuto modo, in particolare, di riscontrare:
- più rilevante assunzione di responsabilità nei confronti del gruppo e del proprio lavoro
- disponibilità verso i compagni
- persistente confronto di idee sulle cose da fare
- condivisione di competenze e contenuti
Spunti per futuri sviluppi
Questa esperienza penso proprio sia conclusa.
Proposte di riflessione
Ovviamente mentre si lavora ad un progetto vengono sempre in mente altre idee
Penso che il pomeriggio sia il momento migliore perché posso contare su più ore continuative e quindi ottimizzare quei tempi morti di preparazione e rimessa a posto del materiale che nell’ora mattutina riduce ulteriormente il poco tempo a disposizione.
- Non c’è dubbio che il più delle volte le NT ci aiutano, ma che fare quando ci affidiamo esclusivamente ad esse e per inconvenienti tecnici non possiamo portare a termine quanto preventivato?
- Ci sono alunni che sono refrattari anche a nuove proposte. Che fare? cambiare totalmente strategia, isolarli o insistere (così come ho fatto) nella speranza che qualcosa possa scuoterli?
- Ne è valsa la pena dedicare parecchie ore di lezione ad una attività che gli alunni potevano imparare in un terzo del tempo?

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