Progetto: Il filo di Arianna / La riforma protestante
Valutazione
Validazione complessiva

fig.6
Sicuramente positiva è stata la costruzione dell'ipertesto: la distribuzione di uno “schema” rigido, non più modificabile dopo la contrattazione iniziale, ha permesso che il prodotto finale funzionasse perfettamente quasi senza la necessità di correzioni da parte mia (il mio unico contributo è stata la realizzazione della gallery riassuntiva delle immagini, realizzata usando l'apposito edito di Photoshop, uno strumento che non è disponibile a scuola e che quasi nessuno studente ha sul proprio computer).
I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo soprattutto alla parte “tecnica” relativa all'apprendimento dell'HTML; si sono dimostrati meno coinvolti sulla parte più “scolastica”.
Dal punto di vista dell'insegnante, una volta scontata l'inevitabile diversità dei contributi dovuta alle diverse capacità degli studenti, si è rivelato un errore non aver insistito a sufficienza sulla necessità di indicare sempre in modo rigoroso le fonti: a lavoro ultimato, si è dimostrato quasi impossibile ricostruire da dove sono arrivate le informazioni; quindi per il futuro ritengo necessario insistere maggiormente su questo aspetto metodologico.
Proposte di riflessione
Il gioco valeva la candela? Ossia: valeva la pena investire oltre un mese di tempo sulla riforma luterana?
La domanda probabilmente è sbagliata nella sua impostazione: l'impiego delle nuove tecnologie indubbiamente “fa perder tempo nel programma” (perché di fatto è un lavoro in più che si aggiunge a un percorso già saturo), ma questo può essere un problema solo per chi vive la scuola solo come una serie di segni di spunta da fare sugli argomenti ministeriali. Sicuramente i ragazzi hanno dovuto fare un lavoro supplementare, soprattutto per capire che cosa esattamente mi aspettavo da loro (oltre che per stendere fisicamente i loro testi); tuttavia l'impressione complessiva al termine del lavoro era di una generale soddisfazione e di grande orgoglio.
È sensato lasciar fare praticamente tutto il lavoro di ricerca ai ragazzi a casa? Sì e no: sicuramente alcuni argomenti alla fine non sono risultati spiegati a sufficienza (ovviamente i più penalizzati sono risultati gli argomenti più ostici dal punto di vista teorico, come la teologia di Lutero) e da questo punto di vista sarebbe stato necessario un maggior controllo da parte mia della produzione. D'altra parte in questo modo mi è stato possibile procede con altri argomenti (Carlo V e le guerre di egemonia) che si intrecciavano perfettamente con quelli che i ragazzi stavano studiando
Si può estendere questa metodologia a tutto il programma? È una vexata quaestio (ho avuto di recente una lunga discussione via mail con Umberto Tenuta di Rivista Didattica (www.rivistadidattica.com su questo tema) Sarebbe senz'altro bellissimo, ma altrettanto senz'altro si priverebbe i ragazzi di avere uno sguardo d'insieme complessivo, perché tenuto conto del tempo necessario per le verifiche non si potrebbero affrontare più di sei o sette argomenti. Tutto sommato, occorre umilmente ricordare che il liceo non è l'università, e agli insegnati tocca il dovere di presentare il quadro complessivo di una certa materia.
Che fare dunque? Forse la strada migliore, per le scuole superiori almeno, consiste nell'insistere con le nuove tecnologie nel produrre materiali didattici, fino al punto di creare una “massa d'urto” tale per cui effettivamente sarà possibile “coprire” con questi materiali tutto o quasi il lavoro che si deve fare con gli studenti.

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