Progetto: LE CAPITALI DELLA CULTURA FIN DE SIÈCLE - Sulle orme di Wilde

Abstract

Il presente progetto vuole essere la possibilità di ripercorrere un tratto di civiltà all’indietro nel tempo, inserendosi in essa sulle tracce di chi fisicamente l’ha vissuta.
Esso si presenta come un segmento di un potenziale macroprogetto, rivolto agli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore, sulle capitali d’Europa di fine secolo:la Londra di Wilde, la Berlino degli espressionisti, la Vienna di Klimt, la Milano dei Futuristi, la Parigi della belle-époque,  la Barcellona di Gaudì, la Palermo del liberty e così via.
L’ idea nasce dalla volontà di offrire ai ragazzi un’esperienza didattica che permetta loro di comprendere il volto ‘storico’ delle capitali europee attraverso un viaggio con itinerari a tema alla scoperta dei luoghi e degli edifici, ancora esistenti, un tempo fisicamente frequentati dai protagonisti della cultura  fra ‘800 e ‘900, ed entrare in quella civiltà attraverso le sue espressioni culturali:l’arte, il teatro, la musica e la letteratura.
Abbiamo scelto la Londra di Oscar Wilde come playwright e uomo che ha vissuto nella città che gli ha portato tanta gloria e altrettanta disgrazia, perché è il rappresentante più eclettico del suo tempo, tempo cambiato dall’avvento consolidato della Rivoluzione industriale e perché si è imposto al secolo successivo fino ad ora,come il dandy per eccellenza.
Le classi coinvolte nella realizzazione dello stesso sono 4 classi di fine corso di studi: tre sono dell’ITPA di Tradate, in provincia di Varese, e una del Liceo Classico di Palermo.
Le 3 classi dello stesso istituto usano questo lavoro come propedeutico al viaggio di istruzione dell’A.S.2008/09 nella città oggetto di studio per concretizzare l’esperienza, reperendo materiale di prima mano, la classe di Palermo lo userà come esempio di lavoro di gruppo per gli esami di Stato, dove all’approccio collaborativo dell’apprendimento, tipico del webquest, si unisce quello della peer education.
Il lavoro si è svolto nelle classi, nel laboratorio d’informatica, a casa e nella  piattaforma Campus Claroline, che ha permesso agli alunni di inserire i materiali propri e visionare quelli altrui, confrontandosi l’un l’altro, anche durante il periodo di autogestione anti-Gelmini, e ha permesso agli insegnanti di essere sempre presenti e professionali nel sostenere gli alunni in questa nuova esperienza di eLearning.
La metodologia è quella di apprendere la cultura del tempo attraverso il fare (learning by doing) e l’uso del webquest ha facilitato l’acquisizione di tali obiettivi, e valorizzato le capacità autoformative degli allievi raggiungendo anche obiettivi trasversali, quali ad es. quelli motivazionali, tecnologici, e di socializzazione del singolo nel gruppo e tra i gruppi di lavoro.

Allegati