Progetto: DALL’ALFABETO ALLA FAVOLA

Foto di Libera Ungaro Autore: Libera Ungaro

Sviluppo

Spazi, tempi e strumenti

Il progetto si è svolto prevalentemente a scuola. In classe, nell’aula dedicata alle attività di sostegno, nel laboratorio multimediale, e nell’aula di musica. La maggior parte del lavoro è stato svolto in classe e/o nell’aula di sostegno. Per realizzare la prima fase del progetto, quella basata sul lavoro individuale dell’alunno con handicap, è stato necessario molto tempo. L’insegnante di sostegno è presente in classe per 18 ore e questo ha consentito di proporre all’alunno le attività del progetto nei momenti più adeguati ai livelli di attenzione e di concentrazione dell’alunno. Le attività sono cominciate agli inizi di ottobre e sono proseguite fino a dicembre. Per poter realizzare un progetto di questo tipo, con alunni con bisogni educativi speciali è necessario avere a disposizione molto tempo, così da poter rispettare i tempi dell’apprendente. Se non fosse stato possibile avere a disposizione 18 ore settimanali, sarebbe stato facile prevedere tempi ancora più lunghi. Nella fase di lavoro che avrebbe dovuto essere individuale,in realtà, è stato talvolta opportuno prevedere la presenza e la collaborazione di alcuni compagni di classe.

Diario di bordo riassuntivo delle attività

1FASE

 Nella prima settimana di ottobre, assieme alle attività svolte normalmente dall’alunno disabile (lettura e comprensione di brevissimi testi in stampatello maiuscolo, addizioni e sottrazioni svolte con l’ausilio di rappresentazioni grafiche, dettati in stampatello maiuscolo) sono state proposte all’alunno delle altre attività che avevano come scopo principale quello di sviluppare la motricità fine. In questo periodo le attività legate al progetto sono state per lo più il completamento di schede di pregrafismi o con labirinti. Queste attività sono state svolte in classe.
Quasi contemporaneamente sono stati proposti all’alunno dei puzzles che prevedevano l’uso di lettere maiuscole per completare delle parole. Poi si è passati all’uso del computer. Queste attività si sono svolte prevalentemente nell’aula di sostegno. L’uso del computer è stato proposto in una fase iniziale solo per usare dei giochi didattici scaricabili dal sito: http://www.iprase.tn.it/prodotti/software_didattico/giochi/presenta.html

I primi tentativi hanno dato dei risultati piuttosto deludenti: l’alunno rifiutava di avvicinarsi al computer e, quando finalmente ha accettato di sedersi al computer, se ne è allontanato piuttosto rapidamente, scoraggiato dalla difficoltà incontrata nell’uso del mouse.
Nei giorni successivi si è tentato più volte di riproporre l’uso del computer, questa volta per utilizzare il software “Raccontami una storia” scaricabile gratuitamente dal sito: http://www.lacartellabella.com/fiabe/raccontami.htm

Ma anche in questo caso i risultati sono stati scarsi, l’unica cosa che sembrava attrarre l’alunno era la possibilità, data dal software in questione, di inserire delle piccole immagini nel testo. Ma l’alunno rifiutava l’uso della tastiera, pur riuscendo a riconoscere le lettere in stampatello maiuscolo.
L’atteggiamento di rifiuto nei confronti del computer è cambiato quando all’alunno è stata proposta un’attività per lui abituale (quella del dettato) da svolgere però con la videoscrittura. All’alunno disabile è stata data la consegna di trascrivere il testo di un libro che sembrava interessarlo particolarmente, perché parlava di animali domestici, uno dei suoi argomenti preferiti. Ha cominciato ad usare la tastiera del computer (In questo caso si è usato un editor di testo molto più diffuso, quale Word) e ha mostrato grande interesse per l’attività, chiedendo ripetutamente all’insegnante di sostegno se avrebbero trascritto tutto il testo del libro con quel programma.
Un altro passo fondamentale per riuscire a introdurre l’uso del pc nelle attività quotidiane è stato l’intervento  di un compagno di classe che ha collaborato con l’alunno disabile per un compito molto semplice: scrivere i nomi di tutti i compagni di classe. Durante e ore di Educazione artistica gli alunni avevano realizzato un autoritratto e tutti gli autoritratti erano stati appesi in fila su una parete della classe. I due alunni avevano avuto il compito di scrivere al computer i nomi dei compagni che poi sarebbero stati stampati e attaccati in fondo a ciascun autoritratto.
L’attività ha gratificato molto l’alunno disabile. Da quel momento è stato  possibile inserire l’uso del computer tra le attività quotidiane. Nei giorni successivi, in particolare è stato possibile riproporre i giochi per la discriminazione delle lettere che all’inizio l’alunno aveva rifiutato e finalmente l’alunno si è lasciato guidare nell’uso del mouse.
Contemporaneamente si è cercato di proporre all’alunno l’ascolto di fiabe. L’alunno ha mostrato di gradire l’attività ma aveva difficoltà a mantenere a lungo la concentrazione. Si è preferito allora leggere e trascrivere delle favole, con testi più brevi e che l’alunno ha provato a ripetere oralmente.
Il progetto prevedeva che alla fine la narrazione multimediale riguardasse una fiaba, ma, viste le difficoltà di concentrazione dell’alunno e si è preferito lavorare su tesi di favole.
Durante questa prima fase del progetto l’alunno ha realizzato nelle ore di educazione tecnica dei disegni su carta da lucido. Nelle ore di educazione musicale si è cercato di abituare l’alunno ad eseguire delle semplici sequenze ritmiche, battendo le mani o con l’ausilio di semplici percussioni.
Mentre il progetto era in corso di svolgimento l’insegnante di sostegno ha continuato a reperire in rete software didattico e giochi che sviluppassero l’abilità di discriminazione dei grafemi. Tra i vari software, uno dei più idonei alle esigenze dell’alunno si è rivelato il programma “Turbolettore”, scaricabile gratuitamente dal sito dell’IRRE della regione Lombardia: http://old.irrelombardia.it/cdp/lapsus/turbo.htm.
Si tratta di un software che permette di variare la difficoltà degli esercizi proposti, la lunghezza delle parole e il tempo di persistenza delle parole sullo schermo. L’alunno ha dimostrato entusiasmo nell’uso di questo software, sia perché la consegna (scrivere in un riquadro la parola che appariva per qualche secondo sullo schermo) era più semplice da eseguire, dal momento che non prevedeva l’uso del mouse ma solo della tastiera, sia per la musica usata come sottofondo dal programma.
L’alunno aveva ed ha anche adesso una certa difficoltà nell’uso del mouse, motivo per cui, nel corso della realizzazione del percorso didattico qui descritto, Si  è pensato di presentare il progetto alla scuola snodo per i progetti sull’handicap (http://www.brianzasnodohandicap.it/portal/), l’idea era quella di ottenere un finanziamento per  poter fornire l’aula di sostegno di strumentazioni adeguate, come ad esempio un mouse ergonomico che permettesse all’alunno di accedere più facilmente a tutte le funzionalità dei programmi che stava imparando ad usare. Il progetto presentato allo snodo riprendeva quello qui presentato e prevedeva ulteriori sviluppi nel secondo quadrimestre, come l’introduzione dello stampatello minuscolo. In realtà lo stampatello minuscolo è stato introdotto già a partire dal primo quadrimestre.

2FASE

La seconda fase del progetto ha avuto inizio alla metà di novembre ed è proseguita per tutto il mese di dicembre. In questa seconda fase si è lavorato anche nel laboratorio multimediale della scuola. L’insegnante di sostegno aveva accesso al laboratorio multimediale il venerdì. Nelle ore in cui la classe aveva lezione di italiano e storia. D’accordo con l’insegnante di lettere della classe, l’insegnante di sostegno e, a turno, un piccolo gruppo di alunni della classe 1^G si sono recati nel laboratorio multimediale.
Durante il primo incontro il gruppo ha scelto la favola che sarebbe stata utilizzata per realizzare la narrazione multimediale. La scelta è caduta sulla favola della lepre e della tartaruga, che gli alunni avevano già letto e analizzato in classe con l’insegnante di lettere.
Subito dopo si è proceduto a cercare di familiarizzare gli alunni con il programma “Il mio audiolibro”, il software che si era scelto di usare e che è scaricabile gratuitamente dal sito :  http://www.lacartellabella.com/Tecnoinclusion/Ilmiolibro.htm.
Nel secondo incontro la favola è stata suddivisa in sequenze e per ciascuna sequenza è stata stabilita dai ragazzi l’immagine che avrebbe dovuto accompagnarla. Le immagini avrebbero poi dovuto essere realizzate dagli stessi alunni e in seguito avrebbero dovuto essere digitalizzate e inserite nella narrazione.
Nel terzo incontro gli alunni hanno cominciato a scrivere il testo della favola nei file testo del programma. Per fare questo gli alunni (in gruppo di 4) erano seduti davanti allo stesso computer e dettavano a turno il testo da inserire nel programma. Anche l’alunno disabile ha scritto sotto dettatura. Si è scelto di scrivere in stampatello maiuscolo proprio perché l’alunno non riconosce ancora i caratteri in stampatello minuscolo.
Gran parte del testo è stata scritta poi non nel laboratorio multimediale, ma sul computer dell’aula di sostegno, questo per la maggiore facilità di accesso che consentiva una flessibilità maggiore, consentendo il rispetto dei tempi dell’alunno disabile. I disegni sono stati realizzati a casa dagli alunni della 1^G. Tutti, tranne il disegno realizzato dall’alunno disabile, che ha usato, come modello, il disegno di una sua compagna di classe.
Tra il penultimo e l’ultimo incontro, l’insegnante di sostegno ha provveduto a digitalizzare i disegni realizzati agli alunni della 1^G. Nell’ultimo incontro gli alunni hanno terminato di scrivere il testo, e hanno potuto osservare il lavoro finito.