Progetto: “La società umana e le sue regole”
Valutazione
Validazione complessiva
Nonostante l’attività fosse stata prevista - almeno nei suoi termini generali - fin dal mese di giugno/luglio 2007, la sua progettazione e il suo svolgimento sono giunti per me in un momento critico dell’anno scolastico: ciò mi ha spinto a non articolare una programmazione più complessa. Il problema è che nelle classi coinvolte la mia attività didattica è articolata così: IV A 1 ora settimanale, III A 2 ore settimanali per svolgere il programma di diritto ed economia (che è come se fossero due materie diverse, con un linguaggio diverso, con due libri diversi: in sostanza è come si avesse anche in terza 1 ora di diritto ed 1 ora di economia). I tempi, pertanto, sono stati alquanto limitati.
Non ho potuto lavorare in collaborazione con altri insegnanti: ho dovuto rinunciare al lavoro interdisciplinare, previsto in fase di progettazione, in quanto nella fase di realizzazione l’uso di tecniche diversificate (e nuove) oggettivamente allunga i tempi delle programmazioni. Poiché la mia materia non ha molti collegamenti iniziali con le altre discipline, non è stato possibile coinvolgere altri insegnanti nel progetto.
Questo lavoro è stato utile anche perché mi ha consentito di capire meglio i miei alunni, le loro difficoltà non solo didattiche, ma anche e, soprattutto, la loro problematicità nelle relazioni tra loro e, tra loro e l’insegnante. Questo nuovo modo di fare scuola mi ha indotto a verificare/sperimentare che ogni momento conoscitivo coinvolge in modo globale le persone, le loro emozioni, percezioni, credenze, storie, aspettative (circostanza questa già sottolineata dai materiali del corso DOL). E’ stato utile vedere le reazioni degli alunni davanti ad un nuovo modo di fare scuola. I ragazzi abituati alla lezione frontale e a una didattica indifferenziata, inizialmente hanno accolto bene questo intervento (pensando che era un momento di sosta nelle interrogazioni, compiti, spiegazioni e studio); nel corso iniziale del progetto si sono dimostrati poco preparati a questo nuovo tipo di metodologia che usa le moderne tecnologie; non sono sempre riusciti a responsabilizzarsi nel loro atteggiamento; hanno avuto delle difficoltà a lavorare in modo nuovo in classe ed a casa, con compiti e ritmi differenziati.
Il progetto ha funzionato come meccanismo di produzione di materiali progettati dagli alunni: ha consentito agli studenti di sentirsi coinvolti nello sforzo didattico di ripensamento di un argomento tradizionale (e, quindi, per loro noioso, difficile e “triste”) per trovare un metodo nuovo di presentazione. Il metodo non deve essere solo “nuovo”, ma deve essere funzionale allo scopo iniziale e programmato, nonchè fruibile da tutti.
Purtroppo, non hanno funzionato i ”tempi”: il monte ore che ho non è sufficiente per svolgere in classe e, qualche volta, nemmeno a casa, i lavori progettati e pensati. Per questo spesso devo fare io il lavoro manuale di montaggio (in modo che gli alunni possano, comunque, sentirsi premiati nei loro sforzi ed abbiano la possibilità di vedere realizzato quanto pensato e progettato). D’altra parte, essendo le norme un argomento iniziale, non potevo, per motivi di programmazione didattica, andare oltre il mese di dicembre.
Detto questo, l’esperienza, secondo me, ha avuto numerosi risvolti positivi per quanto riguarda sia le abilità acquisite che le relazioni instaurate:
- il lavoro in gruppo ha stimolato gli alunni nella formulazione di domande e di ipotesi, ma anche nella ricerca di strategie e di informazioni per costruire delle risposte. L’apprendimento e lo sviluppo della capacità di lavorare in gruppo (ritrovarsi intorno ad un compito condiviso) è fondamentale nelle relazioni odierne: vuol dire elaborare motivazioni per la partecipazione; ascoltare gli altri; individuare il contributo che si può offrire alla soluzione dei problemi; coordinare la propria personalità con quella degli altri; ritagliarsi uno spazio di affermazione personale senza violare quello degli altri.
- comprendere che la tecnologia ha una valenza cultura di trasmissione e riorganizzazione del sapere.
Spunti per futuri sviluppi
L’esperienza è stata molto positiva (pur con i limiti visti prima). Penso di proseguire in lavori di questo tipo nel secondo quadrimestre (sia nelle stesse classi che nelle altre classi); vorrei anche che i ragazzi migliorino quanto ora prodotto. So già che i lavori finali probabilmente dovrò “montarli” io (per i motivi già spiegati di tempi: il mio lavoro a casa prosegue anche nei pomeriggi cosiddetti liberi). Mi sembra utile proseguire nell’attività didattica svolgendo altri percorsi pensati e strutturati con le NT:. L’utilità è funzionale in relazione ai diversi obiettivi che intendo perseguire per le diverse classi: per le quinte liceo è un metodo di consolidamento e ripetizione di quanto appreso (utile ai fini dell’esame); per le terze e quarte liceo è un modo per coinvolgerle e motivarle nello studio; per le prime e le seconde è un metodo per insegnare loro a lavorare in gruppo ed a usare le NT nello studio.
Di buono nello svolgimento di questo percorso (per quanto mi riguarda) c’è stato il raggiungimento della consapevolezza che, come insegnante, devo cercare per ogni classe i mezzi congeniali per lo studio e che ogni classe è diversa dalle altre nei tempi, metodi di studio e persone. Anche la mia fantasia, dopo questa esperienza, è stata stimolata nella produzione di mezzi didattici alternativi.
In particolare adesso sto lavorando:
- in due classi prime (dove gli alunni non hanno ancora acquisito un metodo di studio) ad un torneo (da me inventato) a squadre che ho denominato “Fifa diritto 2007-2008”. Sto cercando di inventare tutto. Utilizzerò i programmi di Office per predisporre quanto mi serve; in due classi quinte sto producendo mappe concettuali con IHMC CmapTools degli argomenti trattati;
- in una classe quarta stiamo producendo un ipertesto con PowerPoint sulle scuole di pensiero economico;
- in due seconde stiamo pensando ad un prodotto finale di un lavoro pluridisciplinare tra italiano, storia e diritto (sul concetto di stato): ho proposto un ipertesto;
- in due prime stiamo pensando ad un prodotto finale di un lavoro pluridisciplinare tra storia e diritto (sul percorso storico e legislativo dell’antica Grecia e dell’antica Roma): ho proposto un ipertesto.
Ho molti progetti (e, quindi, molto lavoro) da realizzare: alcuni colleghi sono interessati ai progetti, ma mi hanno già comunicato che non hanno ancora una completa padronanza delle NT.
Proposte di riflessione
In questi giorni, guardando i lavori dei ragazzi ho fatto alcune considerazioni.
Prima di tutto ho ripensato alla fatica che ho dovuto fare per convincerli che era possibile lavorare di fantasia (utilizzando tutti i mezzi “moderni”) per spiegare concetti giuridici, astratti e, difficilmente recuperabili: volevano lavorare senza fare il minimo sforzo di concentrazione e di rielaborazione personale. E’ stato difficile far comprendere che ognuno ha un suo modo di intendere gli argomenti, ma ha, soprattutto, un suo modo di proporli. Alla fine del lavoro sono, tuttavia, molto contenta perché almeno un gruppo è andato al di la della richiesta ed ha trovato gli elementi comuni delle norme che ha cercato di spiegare attraverso delle canzoni.
Ho ripensato allo strumento utilizzato per la presentazione dell’argomento: non è stato facile trovare gli spezzoni dei film giusti. Ho dovuto lavorare sui ricordi miei e dei miei alunni.
Il fatto che gli alunni non sia stati in grado di “montare” da soli il prodotto finale mi fa pensare che non si siano fatti coinvolgere sino in fondo dall’esperienza. Spero che visionando quanto realizzato dalla sottoscritta, nel prossimo quadrimestre, gli alunni vogliano realizzare tutto da soli (dalla progettazione alla realizzazione).

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