Progetto: Dislessico a chi?

Valutazione

Validazione complessiva

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Le perplessità e i dubbi che ovviamente inizialmente assillano la mente e lo stomaco del coordinatore del progetto si sono, con il procedere delle attività, via via dissolte per lasciare il posto ad un vivo entusiasmo. L'idea di fondo del progetto si è rivelata infatti vincente e con possibilità di sviluppo molto positive. La necessità di trovare una soluzione efficace alle problematiche portate da alunni con difficoltà di apprendimento ed esigenze specifiche deve obbligatoriamente andare nella direzione di dover sfruttare in via primaria le risorse interne alla classe. La presenza nel gruppo di bambini cosiddetti “eccellenti”, dotati di ottime capacità di apprendimento, se uniti a buone abilità relazionali, possono essere un'ottima risorsa che l'insegnante può utilizzare per creare una efficace rete di sostegno alla didattica individualizzata. Nella nostra scuola è da molti anni che si seguono i percorsi proposti dalla Coop per sviluppare la cooperazione tra i bambini, in quanto valore molto sentito tra gli insegnanti. Il riuscire a mettere al servizio del compagno più debole le abilità dei più “bravi”, che si investono del ruolo di tutor, è un grande traguardo che tutti i docenti si pongono nella pratica educativa. Il progetto “Dislessico a chi?” ha aperto una strada che può portare ad enormi risultati nella didattica personalizzata: consente infatti di sollecitare le abilità “eccellenti”, indirizzandole ed incanalandole nella direzione delle esigenze didattiche dei compagni più fragili. L'impatto sulla classe, che sicuramente ha identificato il criterio di scelta dei compagni del gruppo, è stato comunque ben assimilato e non sono emerse controversie in proposito. Sicuramente il progetto è stato ben presentato sia ai bambini sia ai genitori e questo ha avuto i suoi effetti. Lo stesso non si può dire per la comunicazione all'interno del team che ha escluso completamente l'altra insegnante di sostegno presente nella classe, che avrebbe potuto essere coinvolta positivamente dalle attività, ricavandone un beneficio anche per l'alunno a lei in carico, del quale a tutt'oggi non si hanno specifiche informazioni e per il quale risultano comunque necessari materiali specifici di studio. Il lavoro all'interno del gruppo ha funzionato molto bene, i bambini hanno dimostrato di aver assimilato i contenuti proposti ( verificabile dai loro prodotti), e di essere entusiasti all'idea di poter proseguire in questo tipo di attività. La partecipazione di Valentina alle attività si è dimostrata problematica in quanto gli obiettivi di lavoro e la risposta cognitiva dei compagni l'hanno messa molto in difficoltà. E' stato pertanto necessario organizzare attività nelle quali potesse comunque esprimere le proprie abilità. I tempi previsti inizialmente in fase progettuale sono stati purtroppo ridimensionati dall'organizzazione didattica della classe che per il primo periodo dell'anno scolastico non ha avuto spazio per l'inserimento delle attività del progetto. I lavori portati a termine sono stati quindi sicuramente inferiori alle aspettative auspicate ma assolutamente soddisfacenti in relazione ai pochi incontri effettuati, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di bambini di 8 anni. Gli errori più evidenti son da considerarsi quelli dell'insegnante Casellato che ha scaricato e costruito un video con immagini inadeguate, applicandovi poi una traccia audio scadente e poco rispondente per il contenuto ai bisogni dell'alunna diversamente abile alla quale era diretta. In piattaforma sarà pertanto inserito sia il video assemblato dai bambini sia una versione più fruibile costruita dall'insegnante (cioè come dovrebbe essere e come invece è stato realizzato). Anche la presentazione “Gli studiosi del passato” deve essere necessariamente completata con le clip audio per ogni slide e quindi sarà inserita in doppia versione. Durante la socializzazione infatti Valentina, è stata messa molto in difficoltà dalla lettura che ha voluto fare ai compagni. Tutte le presentazioni che fino ad ora la bambina ha utilizzato erano corredate dalla registrazione della lettura del testo. La fretta e la mancanza di tempo, oltre ad una buona dose di superficialità hanno prodotto tali errori. Come compito delle vacanze di Natale alla famiglia, è stato dato il compito di corredare di audio la presentazione. La necessità di avere tempi ridotti ha imposto ritmi molto veloci che hanno portato a dover accelerare i tempi di formazione degli alunni, inizialmente previste in 15 ore , prima di giungere alla produzione concreta. E' ovvio che almeno nei prossimi mesi le attività del gruppo dovranno necessariamente continuare per poter arrivare ad ottimizzare il più possibile le prestazioni. L'organizzazione ottimale prevista dal progetto prevede infatti che , a formazione ultimata, l'insegnante riesca a partecipare alle lezioni e coordini, almeno inizialmente, i bambini che poi dovranno costruire i materiali di studio multimediali, nella attività di raccolta degli spunti disciplinari dati dal docente . A causa dei tempi ristretti non è stata effettuata un incontro di verifica da parte dei docenti. La strumentazione multimediale della scuola si è dimostrata insufficiente: il pc portatile utilizzato è l'unico a disposizione degli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento, grazie ad un progetto del gruppo di sostegno ed è di difficile accesso. L'alunna Valentina da settembre ha a scuola un portatile personale che può utilizzare al bisogno, senza vincoli. La dotazione di Pc dell'aula informatica è vetusta ad eccezione dl server, nuovo acquisto. La connessione Internet è spesso sospesa per guasti vari. In simili condizioni risulta di maggior complessità l'organizzazione logistica delle attività. Dal mese di gennaio il gruppo di sostegno avrà a disposizione, collegata al portatile, una connessione Internet mobile e ciò si spera possa agevolare il lavoro dei docenti.

Spunti per futuri sviluppi

Il progetto ha previsto, già in fase iniziale, la sua esplicazione durante l'intero anno scolastico con la possibilità di sviluppi ulteriori negli anni successivi. Gli obiettivi di lavoro identificati infatti, intendono giungere contemporaneamente sia allo sviluppo di competenze sia alla creazione di un sistema collaborativo all'interno della classe, in modo da promuovere il benessere scolastico in tutte le sue componenti, bambini e adulti. La didattica personalizzata, rispondente ai bisogni dei singoli allievi, è l'obiettivo di ogni docente. Attraverso il progetto “Dislessico a chi?” si è offerta una opportunità interessante che convoglia le energie delle cosiddette “eccellenze” in direzione dei soggetti più deboli.

Proposte di riflessione

Ma...

L'esame della realtà scolastica ci pone di fronte a classi spesso problematiche e numerose, ove, magari, non vi è la possibilità di avere figure di supporto come l'insegnante di sostegno. E' per esempio il caso di classi frequentate da alunni dislessici, ma non in situazione di handicap. Potrebbero gli insegnanti di classe , due nel tempo pieno e il maestro unico in futuro, organizzare logisticamente attività come quelle previste dal progetto? Dando per scontato che possiedano le conoscenze tecnologiche necessarie, sarebbero in grado di districarsi tra le molteplici attività della classe per trovare lo spazio temporale da dare ad un progetto comunque complesso e di risultati, probabilmente poco tangibili e sopratutto visibili, almeno in fase iniziale? La sensibilità dei docenti in relazione alle problematiche relative agli alunni con disturbi di apprendimento ed in particolare DSA, ha portato alla consapevolezza che le Nuove Tecnologie possono essere uno strumento a sostegno della didattica ad essi rivolta? L'utenza della scuola primaria, composta da “nativi digitali” spinge i docenti con forza nella direzione di doversi aggiornare nel campo delle ICT?