Progetto: La morte nel medioevo

Foto di Elio Pizzo Autore: Elio Pizzo

Valutazione

Validazione complessiva

La valutazione complessiva dell’esperienza è stata positiva sia dal punto di vista del docente che degli allievi. Questi ultimi, infatti, hanno potuto dimostrare autonomia di ricerca delle fonti e di rielaborazione e  utilizzare  tecnologie informatiche coinvolgenti in un’attività in cui si sono sentiti parte attiva nel processo di comunicazione educativa. Il rapporto instaurato tra gli studenti in questo lavoro è stato di collaborazione con modalità solitamente osteggiate nella normale pratica didattica ( non bisogna suggerire, non bisogna copiare) fatte di suggerimenti, copiature e scambi di stili, contenuti e idee.  La relazione con il docente è stata impostata in modo da ottenere uno scambio reciproco di informazioni e consigli, che ha superato la classica pratica della lezione  unidirezionale. Si è  riusciti a creare, quindi, una comunità di apprendimento che può svilupparsi con ulteriori esperienze. 

Non è stato, invece, possibile lavorare in rete nel modo previsto nel progetto iniziale perché gli allievi hanno mostrato una scarsa dimestichezza con l’uso di internet in questa prospettiva, privilegiandone l’uso come fonte di intrattenimento. Si prevede, perciò, di sviluppare queste procedure in successive attività che gli studenti intendono praticare.

Proposte di riflessione

L’aspetto più problematico dell’intera attività è stato l’utilizzo di ore a scuola in attività non tradizionali che, data la rigidità dei programmi della scuola superiore la cui organizzazione è finalizzata all’esame conclusivo del corso, fanno temere sempre studenti, genitori e preside la “perdita di tempo”. I genitori, in modo specifico, non giudicano sempre positivamente i propri figli “attaccati al computer” anche se dicono di elaborare una ricerca per la scuola.

Dimostrare il contrario non è sempre semplice anche se si ottiene un maggiore coinvolgimento degli studenti nel dialogo educativo e lo sviluppo di competenze trasversali sull’uso degli strumenti informatici.  Sarebbe opportuno evidenziare l’efficacia del metodo e favorire ufficialmente con iniziative ministeriali l’impiego delle tecnologie informatiche nella pratica didattica pure nella scuola superiore, in particolare nel Liceo classico e in discipline non scientifiche.

Un altro aspetto del lavoro  di non facile soluzione è dato dall’uso di software non gratuiti che impongono alla scuola, agli allievi e al docente costi non indifferenti. Sarebbe auspicabile usare esclusivamente software libero almeno per quanto riguarda l’attività didattica.

Lo stesso problema riguarda l’uso delle fonti internet sia di testi, che video, musica o immagini. Ci possono essere, infatti,  problemi di copyright anche se non si utilizza il materiale a fini commerciali. Come procurarsi video e musica gratuita e distribuibile senza incorrere in sanzioni? Per questi aspetti non si sono trovate soluzioni se non quella di citare in linea di massima le fonti.

Un altro problema è come stimolare gli allievi ad un uso attivo della rete che non sia solo quello di trovare amici su Facebook? I blog da me impiegati nel lavoro didattico dell’anno precedente sono per ora privi di interventi.

L’attività su proposta degli stessi studenti dovrebbe proseguire con la produzione di altre presentazioni riguardanti argomenti del corso di storia, che vorremmo inserire con il coinvolgimento di uno dei tecnici del laboratorio nel sito della scuola perché possano essere utilizzati dagli studenti e dai docenti delle altre sezioni.