Progetto: “Fotografia come espressione di vita” . Alla ricerca di un nuovo rapporto con sé stessi e con gli altri
Valutazione
Validazione complessiva
Verifiche, risultati
La verifica è stata continuativa in tutti i momenti dello svolgersi del lavoro: nella discussione, nella fase propositiva, nella formulazione delle ipotesi, nelle osservazioni, nella progettazione, nella realizzazione, nell’analisi del prodotto realizzato.
Risultati attesi
L'esperienza è stata indubbiamente positiva per i ragazzi, che si sono sentiti pienamente coinvolti in questa attività così diversa dalle “solite” lezioni frontali. Dalle prime lezioni, infatti, ho lasciato che i ragazzi intervenissero e lavorassero liberamente, vestendo i panni di un’osservatrice curiosa ed attenta; potendo osservare e analizzare i loro comportamenti durante questa esperienza ho notato in loro una partecipazione “totale” in questa attività, senza vincoli e limitazioni. Per i ragazzi, è infatti assai raro poter lavorare in classe in un modo così “libero”, ma anche, data la limitazione in termini di tempo e di strumenti disponibili, così intenso. Qui invece i protagonisti erano loro e hanno, con grande piacere, potuto gustare il sapore dell’assenza di confini, limiti e vincoli, pur nell'esigenza di ottenimento di obiettivi specifici.
Tutti gli alunni che hanno partecipato al laboratorio hanno dimostrato ciascuno secondo le proprie attitudini notevole capacità creativa e una grande originalità nelle soluzioni proposte.
Proposte di riflessione
I ragazzi di oggi sanno parlare di sé stessi?
La “paura dell'obiettivo” è dovuta alle loro insicurezze?
Perché i ragazzi non si accettano e hanno paura di non essere accettati?
L'attività si è conclusa con la fine dell'anno scolastico.
Quest'anno vorrei fare un'attività di fotografia e video più contenuta (per esigenze di tempo), ma con un'intera classe terza, invece che con un solo piccolo gruppo.
Ognuno, anche se forse non lo mostra, ha un profondo desiderio e bisogno di esprimere sé stesso, di farsi conoscere e riconoscere per quello che è e per quello che vale, e di essere rispettato. A volte manca solo lo stimolo per avere quella fiducia che permette di esprimersi in libertà, senza la paura di non essere accettati. Già solo il riuscire a verbalizzare le proprie sensazioni, il trovare immagini che le esprimano, immagini che portano a parole, è un primo risultato, una base su cui si può costruire ulteriormente.

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