Progetto: UNA SPECIALE AVVENTURA
Valutazione
Validazione complessiva
ritengo che nel complesso il giudizio sia da considerare nettamente positivo, sia per i risultati di apprendimento specifici delle discipline scolastiche, valutati all’interno di gni singola disciplina, sia di affiatamento tra i ragazzi e con i docenti, sia per i giudizi espressi dai ragazzi (in maniera colloquiale e nel questionario finale di soddisfazione) sia per i risultati dei lavori di gruppo testimoniati dai materiali prodotti dai ragazzi, sia infine perché si è effettivamente realizzata quella esperienza di unità tra vita e scuola che aveva costituito il primo orizzonte di senso dell’intero progetto. Ritengo che l’avere vissuto anche solo una volta un’esperienza positiva e significativa, specialmente se si è dedicato del tempo prima per prepararla e poi per riflettere su quanto si è vissuto e per elaborare una presentazione, possa costituire in qualche modo un precedente, un nucleo di riferimento nella memoria cui tendere in seguito. Certo: per una risposta organica ed efficace alla dualità con cui i ragazzi vivono la vita fuori e dentro la scuola si dovrebbe fare molto altro e molto di più, a mio modesto avviso, anche a livello di sistema.
Spunti per futuri sviluppi
il viaggio di istruzione a Ravenna, così come lo abbiamo realizzato nell’ambito di questo modulo di progettazione, può costituire una traccia da seguire anche per altre classi e/o altre scuole: il progetto di fisica “un’aula senza pareti” è fruibile prenotando l’attività presso il parco giochi di Mirabilandia, il percorso storico e artistico può essere concordato con la guida della città, l’attività nell’oasi ambientale richiede prenotazione sia in Comune che presso la cooperativa delle guide naturalistiche, ecc… Sarebbe interessante, disponendo di tempo e disponibilità dei colleghi, discutere insieme dell’attività e provare a renderla maggiormente interdisciplinare, facendo interagire meglio tra loro gli aspetti legati alle singole discipline invece di lasciare che si accodino l’uno all’altro in maniera troppo sequenziale e ‘scolastica’. Un passo in più della scuola verso la realtà, insomma. Un’altra direzione verso cui andare potrebbe essere quella di cambiare città e riprovare a realizzare una fruizione globale del territorio, con l’aiuto di qualcuno del luogo che permetta una selezione oculata tra le infinite possibilità che sempre si presentano. Una terza direzione potrebbe essere quella di mantenere l’approccio e la finalità cambiando la situazione di intervento, ad esempio si potrebbe pensare a realizzare una mostra su qualche argomento che possa essere guardato da differenti prospettive culturali/disciplinari, oppure la partecipazione ad un concorso per studenti, oggi tanto di moda, oppure ancora la realizzazione insieme ai ragazzi di un prodotto tecnologico che
valorizzi le loro competenze sia scolastiche che extrascolastiche, in modo che si percepisca l’unità della vita reale rispetto alla frammentazione delle discipline attraverso la visione dell’unità del prodotto finale che emerga dalla molteplicità di fattori che lo compongono in modo armonico e coordinato.
Proposte di riflessione
È davvero possibile motivare i ragazzi all’impegno scolastico, specialmente in un momento difficile come quello dell’adolescenza? La scommessa è che una esperienza positiva possa creare un precedente capace di rendere meno difficile l’inversione di rotta nei momenti difficili. L’esperienza positiva si connota per una mescolanza tra scuola e vita, tra bello/divertente/desiderabile e interessante/utile/faticoso; si realizza una contaminazione tra ciò che vorrei e ciò che dovrei in modo che la libera scelta sia di accogliere la proposta di un lavoro serio che promette qualcosa di buono per sé, pur comportando impegno e fatica.
È davvero possibile che cinque ragazzi si trovino al pomeriggio a casa di uno di loro per preparare
una presentazione di ciò che si è capito di fisica in gita scolastica? E che lo facciano traendone
soddisfazione e non controvoglia? L’esperienza di capire la fisica in un parco giochi e il desiderio di
condividere con altri le cose che si sono chiarire può aiutare a realizzare questa strana magia.
È davvero possibile che un docente impieghi gratuitamente mesi di telefonate e contatti per
preparare nei dettagli una gita in un luogo in cui è stato mille volte? Per attuare un modulo di progettazione? No, non solo, occorre che egli creda in quello che fa e che voglia bene a quei ragazzi.

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