Progetto: UNA SPECIALE AVVENTURA

Foto di Andrea Gnani Autore: Andrea Gnani

Valutazione

Validazione complessiva

ritengo che nel complesso il giudizio sia da considerare nettamente positivo, sia per i risultati di apprendimento specifici delle discipline scolastiche, valutati all’interno di gni singola disciplina, sia di affiatamento tra i ragazzi e con i docenti, sia per i giudizi espressi dai ragazzi (in maniera colloquiale e nel questionario finale di soddisfazione) sia per i risultati dei lavori di gruppo testimoniati dai materiali prodotti dai ragazzi, sia infine perché si è effettivamente realizzata quella esperienza di unità tra vita e scuola che aveva costituito il primo orizzonte di senso dell’intero progetto.  Ritengo  che  l’avere  vissuto  anche  solo  una  volta  un’esperienza  positiva  e  significativa, specialmente  se  si  è  dedicato  del tempo  prima  per  prepararla  e  poi  per  riflettere  su  quanto  si  è vissuto  e  per  elaborare  una  presentazione,  possa  costituire  in  qualche  modo  un  precedente,  un nucleo  di  riferimento  nella  memoria  cui  tendere  in  seguito.  Certo:  per  una  risposta  organica  ed efficace alla dualità con cui i ragazzi vivono la vita fuori e dentro la scuola si dovrebbe fare molto altro e molto di più, a mio modesto avviso, anche a livello di sistema.

Spunti per futuri sviluppi

il  viaggio  di  istruzione  a  Ravenna,  così  come  lo  abbiamo  realizzato nell’ambito di questo modulo di progettazione, può costituire una traccia da seguire anche per altre classi e/o altre scuole: il progetto di fisica “un’aula senza pareti” è fruibile prenotando l’attività presso il parco giochi di Mirabilandia, il percorso storico e artistico può essere concordato con la guida della città,  l’attività  nell’oasi  ambientale  richiede  prenotazione  sia  in  Comune  che  presso  la  cooperativa delle  guide  naturalistiche,  ecc…  Sarebbe  interessante,  disponendo  di  tempo  e  disponibilità  dei colleghi, discutere insieme dell’attività e provare a renderla maggiormente interdisciplinare, facendo interagire meglio tra loro gli aspetti legati alle singole discipline invece di lasciare che si accodino l’uno all’altro  in  maniera  troppo  sequenziale  e  ‘scolastica’.  Un  passo  in  più  della scuola  verso  la realtà, insomma. Un’altra direzione verso cui andare potrebbe essere quella di cambiare città e riprovare a realizzare  una  fruizione  globale  del  territorio,  con  l’aiuto  di  qualcuno  del  luogo  che  permetta  una selezione  oculata  tra  le  infinite possibilità  che  sempre  si  presentano.  Una  terza  direzione  potrebbe essere quella di mantenere l’approccio e la finalità cambiando la situazione di intervento, ad esempio si  potrebbe  pensare  a  realizzare  una  mostra  su  qualche  argomento  che  possa  essere  guardato  da differenti prospettive culturali/disciplinari, oppure la partecipazione ad un concorso per studenti, oggi tanto  di  moda,  oppure  ancora  la  realizzazione  insieme  ai  ragazzi  di  un  prodotto  tecnologico  che
valorizzi  le  loro  competenze  sia  scolastiche  che  extrascolastiche,  in  modo  che  si  percepisca  l’unità della  vita  reale  rispetto  alla  frammentazione  delle  discipline  attraverso  la  visione  dell’unità  del prodotto  finale  che  emerga  dalla  molteplicità  di  fattori  che  lo  compongono  in  modo armonico  e coordinato.

Proposte di riflessione

È  davvero  possibile  motivare  i  ragazzi  all’impegno  scolastico, specialmente  in  un  momento  difficile  come  quello  dell’adolescenza?  La  scommessa  è  che  una esperienza positiva possa creare un precedente capace di rendere meno difficile l’inversione di rotta nei  momenti  difficili.  L’esperienza  positiva  si  connota  per  una  mescolanza  tra  scuola  e  vita,  tra bello/divertente/desiderabile e interessante/utile/faticoso; si realizza una contaminazione tra ciò che vorrei e ciò che dovrei in modo che la libera scelta sia di accogliere la proposta di un lavoro serio che promette qualcosa di buono per sé, pur comportando impegno e fatica.
È davvero possibile che cinque ragazzi si trovino al pomeriggio a casa di uno di loro per preparare
una  presentazione  di  ciò  che  si  è  capito  di  fisica  in  gita  scolastica?  E  che  lo  facciano  traendone
soddisfazione e non controvoglia? L’esperienza di capire la fisica in un parco giochi e il desiderio di
condividere con altri le cose che si sono chiarire può aiutare a realizzare questa strana magia.
È  davvero  possibile  che  un  docente  impieghi  gratuitamente  mesi  di  telefonate  e  contatti  per
preparare  nei  dettagli  una  gita  in  un  luogo  in  cui  è  stato  mille  volte?  Per  attuare  un  modulo  di progettazione? No, non solo, occorre che egli creda in quello che fa e che voglia bene a quei ragazzi.