Progetto: I SUONI DELL'ALFABETO

Foto di Silvia Azzolin Autore: Silvia Azzolin

Sviluppo

Spazi, tempi e strumenti

Il progetto si è svolto a scuola in parte all’interno (sezione, salone, palestra) in parte all’esterno (giardino)

 

Gli strumenti multimediali utilizzati sono stati: lettore e recorder mp3, macchina fotografica digitale; videocamera; notebook e videoproiettore, videoregistratore, microfono per il PC.

 

Materiali per il laboratorio musicale e di lettoscrittura: cartelloni, gessi, palloncini, pennarelli, fogli di carta, ritagli di stoffa, sassolini, legno, foglie, materiali di recupero e oggetti di uso comune, cannucce, uno stetoscopio, strumentario didattico

 

Il progetto ha richiesto:

- una formazione/supervisione con le insegnanti da parte del supervisore/responsabile del progetto di 20 ore, al di fuori dell’attività didattica;

- incontri a cadenza settimanale con i bambini durante le attività didattiche di laboratorio a scuola di circa 45 minuti per 3 mesi: da settembre e dicembre, con 2 gruppi di 15 bambini, in cui le insegnanti hanno proposto attività di ascolto, produzione, movimento con musica, di esplorazione dello spazio sonoro, di scoperta della propria identità sonora, di scoperta dei suoni degli oggetti.

- 10 ore per ciascuna insegnante di lavoro a casa per organizzare e preparare le attività didattiche e per organizzare il materiale documentario.

Diario di bordo riassuntivo delle attività

Fase 1 – formazione insegnanti

La prima fase ha occupato le insegnanti in 3 incontri di formazione di 2.30 ore sullo stato dell’arte relativo a musica e lettoscrittura e su esempi di attività e riflessioni scelte da esperienze fatte con una logopedista, con una musicoterapeuta e con una psicomotricista . Alle insegnanti sono stati forniti dunque informazioni ed esempi al fine di renderle consapevoli delle motivazioni e  delle finalità del percorso e dare loro gli strumenti operativi per poter proporre delle attività  specifiche con i bambini.

E’ stato inoltre presentato un software di editing musicale (cool edit pro) per poter operare con i suoni e uno di visualizzazione degli spettrogrammi (sonic – visualizer 1.4) per poter operare con i suoni e creare così delle Carte Sonore.

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Fase 2 – laboratorio con i bambini

Le insegnanti, in collaborazione con la responsabile del progetto, hanno progettato i seguenti nuclei laboratoriali:

storia di Simone acchiappasuoni;

esplorazione sonora di ambienti, oggetti e strumenti;

mappa sonora della scuola;

tombola sonora e creazione delle carte sonore;

filastrocche e rime.

2.1 I incontro – 45 minuti

 contestualizzazione: storia di Simone Acchiappasuoni (di Altan T.F., Emme Edizioni, 1995)

A - In sezione ai bambini è stato presentato il personaggio di Simone acchiappasuoni, esploratore ‘sonoro’, e si è iniziato a raccontare la sua storia ‘sonora’. Un insegnante aveva nascosto:

 una sveglia con ticchettio e trillo;

una pentola, appoggiata rovesciata per terra, che toccata con l’unghia del dito risuona come una goccia;

sacchetto di carta (in alternativa alle foglie) da sventolare e da far scricchiolare;

una campana tubolare (un tubo di alluminio appeso con filo da pesca fatto risuonare da un battente metallico);

un palloncino da gonfiare e poi sgonfiare simulando il suono dei fuochi d’artificio.

L’altra insegnante invece ha utilizzato dei suoni campionati  e altri d’ambiente scaricati da internet.

Le insegnante hanno animato 5 sequenze della storia di Simone aggiungendo i suoni che i bambini dovevano indovinare.

B – Sono stati consegnati a ciascun bambino  piccoli fogli e si è chiesto loro di disegnare in ognuno i suoni ascoltati e di metterli in sequenza come ricordavano.

Le insegnanti poi hanno fatto sentire i suoni in ordine diverso e i bambini dovevano posizionare nello stesso ordine le ‘carte sonore’

C- Infine un bambino sceglieva l’ordine con cui eseguire i suoni posizionando le carte sonore da sinistra a destra e gli altri dovevano provare ad eseguirli con la loro voce, come riuscivano, quasi ad eseguire una specie di partitura sonora. Alcuni bambini del gruppo la cui insegnante ha utilizzato oggetti per fare gli effetti sonori hanno voluto provare in prima persona e così l’insegnante ha fatto provare alcuni oggetti a tutti coloro che lo desideravano mettendoli in cerchio e facendo ‘passare’ il suono di mano in mano.

Al termine dell’incontro sono stati posizionati in ordine i fogli e ne sono stati aggiunti degli altri che pinzati insieme andavano a formare il libro dei suoni uguale a  quello di Simone dove si sarebbero annotati tanti suoni.

 

2.2. II –III-IV-V-VI incontro – ciascuno di 45 minuti

 

In ogni incontro si è giocato con i suoni che Simone aveva incontrato e si è provato a trascriverli.

Giochiamo con i suoni di Simone: per ogni suono si è cercato di far fare diverse esperienze ai bambini, esperienze significative, non solo dal punto di vista sonoro-cognitivo ma anche affettivo-emotivo, lasciando i bambini sperimentare il suono, giocare col suono e con la situazione in cui era contestualizzato ma anche portandolo fuori dalla stessa.

Scriviamo come Simone Acchiappasuoni

Dopo l’esperienza con ciascun suono, ai bambini è stato chiesto di scrivere a fianco del disegno fatto il primo incontro, il suono così come erano capaci. Molti di loro dicevano di non essere capaci e allora le insegnanti hanno cercato di far toccare ai bambini la loro bocca, il loro collo, le labbra mentre riproducevano i suoni e confrontarsi su ciò che scoprivano: com’è questo suono? Lungo o corto? Forte o piano? Continuo o intermittente? Cosa si muove? Cosa fa la lingua? Ti vengono in mente suon simili nel tuo nome? Nel nome dei tuoi compagni? Alcuni bambini hanno avuto delle intuizioni molto interessante e le hanno passate ai compagni. Alla fine tutti hanno tentato di scrivere il suono. Si sono confrontate, per ciascun suono, le scritte fatte e si sono scelte quelle che dopo il confronto sembravano più vicine alla convenzione alfabetica (cfr. modalità di scrittura spontanea e condivisione di gruppo).

I suoni sono stati registrati su un supporto (mp3) e con i bambini sono stati riascoltati mostrando a video ‘l’immagine sonora’ del suono elaborata dal programma utilizzato. Sono state costruite delle carte sonore di sezione con riportati il disegno, la traccia sonora elaborata a video e  la trascrizione del suono scelta con i bambini , queste carte sono andate a formare la banca dei suoni (come nelle scuole ci sono la banca delle parole) che sarebbe poi stata arricchita da altri suoni successivamente.

 

La sveglia

Si è messa una sveglia in mezzo alla stanza e si è chiesto <<che gioco si può fare con una sveglia?>>: alcuni bambini hanno proposto di addormentarsi e svegliarsi al suono ma chi <<mette la sveglia?>>: alcuni si sono offerti e hanno sperimentato tempi diversi di attesa prima del risveglio, trilli di durata diversa (alcuni bambini la stoppavano subito altri la lasciavano suonare a lungo). Sono state portate anche sveglie diverse e sono stati sperimentati anche modi diversi di svegliarsi e di riaddomentarsi: con una carezza, con un rumore, con una musica, con una canzone.

 

La goccia

Come cade una goccia? Proviamo anche noi a cadere come gocce, se la goccia è grande o piccola, se è una goccia d’acqua, d’olio, una lacrima, che differenza fa, che suoni diversi potrebbero avere. Usando diversi recipienti i bambini hanno provato a far cadere gocce diverse, ne hanno osservato la caduta e la propagazione. Hanno provato ad ascoltarne l’effetto con un tubo di gomma appoggiato all’orecchio da un’estremità e l’altro immerso nell’acqua così da amplificarne l’effetto acustico.

Proviamo a cadere saltando giù da sopra la panchina come fossimo tante gocce uguali ma anche diverse, ascoltiamo il rumore che fanno (i bambini cadevano uno dopo l’altro guidati dallo stimolo sonoro scelto per identificare la goccia; a turno alcuni bambini ‘suonavano’ le gocce).

 

Le foglie

Oggi in sezione abbiamo trovato un tubo di gomma, un grande imbuto e … un registratore mp3. Cosa sarà, a che cosa servirà? … sarà il nostro orecchio gigante per poter ascoltare e catturare i suoni. Andremo ad ascoltare … gli alberi.

Con i bambini si è usciti in giardino per registrare il rumore delle foglie degli alberi mosse dal vento, il calpestio delle foglie secche sul prato, il rumore di una foglia che cade. Sono state raccolte anche foglie da utilizzare poi in sezione.

Al rientro in sezione è stata sviluppata un conversazione per far verbalizzare cosa hanno sentito. Poi si è chiesto di riprodurre i rumori ascoltati e sono state registrate le voci dei bambini che provavano a fare i ‘rumoristi’. Infine si sono fatti sentire, collegando il registratore mp3 ad una cassa, i suoni d’ambiente e i suoni riprodotti dai bambini.

Sono state poi sparse le foglie su di un telo di plastica e i bambini vi hanno camminato sopra a piedi nudi, con mani e piedi, lentamente, velocemente, facendo poco rumore.

Poi si sono stesi per terra ad occhi chiusi ed alcuni compagni hanno camminato tra loro. Si è creato il vento con un telo molto leggero di nylon (quello da imbianchini) lasciando loro al di sotto e sollevando leggermente il telo si spostavano le foglie)

Alla fine si è cercato di scrivere tutti i rumori che fanno le foglie ma non si è riusciti a scrivere quello della foglia che cade.

Le campane

Cosa ti dice il suono delle campane,  le hai mai sentite? Quando? Ti piacciono? Hai mai visto suonare le campane?

Con una conversazione introduttiva si è cercato di far emergere l’immaginario e il vissuto relativo a questo stimolo sonoro. Si sono poi fatti sentire diversi suoni di campana (registrati) e diversi tipi di campane (campanelli, campanacci, ecc) si sono ‘analizzati’ i suoni nelle loro componenti (acuto, grave, lungo, corto, forte, piano) e si è provato a riprodurne l’immagine sonora con la voce.

Si sono proposti poi giochi strutturati di abbinamento sonoro (il memori delle campane – cfr. il gioco delle campanelle intonate di Maria Montessori) e di movimento (gioco tradizionale delle campane con i bambini disposti a coppie schiena contro schiena che si sollevavano a vicenda col suono delle campane)

Facciamo la partitura di un campanaro? Su di un rigo da sx a dx sono prima è stata trascritta con i bambini l’alternanza di suoni acuti e gravi di due campane (cartoncini rotondi con blue tac o stucco su un cartellone con una riga disegnata, facendo attenzione a far rispettare la successione spazio-temporale) e i bambini hanno eseguito con la voce la successione di altezze.

 

Alla fine dell’esperienza si è cercato di scrivere come Simone acchiappasuoni

 

I fuochi d’artificio

Nella stanza (un po’) oscurata si sono ascoltati ad occhi chiusi i suoni di fuochi d’artificio registrati e abbiamo verbalizzato le emozioni, i ricordi, le paure suscitati all’ascolto. Si è provato a descrivere il suono (es. L.: -Prima sale poi scoppia.) Si è provato allora a riprodurli usando un flauto a coulisse e dei palloncini gonfiati pizzicati o strofinati.

Alcuni bambini eseguivano i suoni, altri si facevano ‘scoppiare’ come fossero fuochi d’artificio che salivano sulla spalliera e si lasciavano cadere sul materassone.

Altri con dei cartoncini neri e gessi bianchi riproducevano gli stimoli sonori che sentivano

I tre gruppi giravano a turno.

Alternativa: Gioco del lancio delle palline

L’altro gruppo invece ha inventato un gioco che consiste nel lanciare delle palline, accompagnandone il lancio con la voce, come se fossero fuochi d’artificio, mentre un altro gruppo di bambini percuoteva dei tamburi o delle superfici sonore (scatole, pentole, panche, ecc) quando le palline cadevano all’interno del cestone posizionato dall’altro lato della stanza.

Alla fine si è fatto ascoltare due estratti di musica (musica per fuochi d’artificio di Handel e Glissandi di Ligeti) chiedendo: cosa ti dice questa musica (significato)? Come te lo dice (significante)? Proviamo a ‘trascriverla’ come siete capaci? (su cartoncino nero con gesso bianco)

Ora proviamo a trascrivere i suoni ascoltati di fuochi d’artificio.

3 Esplorazione sonora

VII incontro – 45 minuti

La mappa sonora della scuola

Con l’orecchio gigante si è andati ad esplorare i suoni della scuola e con le stesse modalità di confronto, analisi e classificazione adottate prima si è tracciata una mappa sonora della scuola dove ad ogni ambiente corrispondono diverse tracce sonore. La si è disegnata su un grande cartellone e poi ciascun bambino, ascoltando gli stimoli registrati, doveva posizionarsi nell’ambiente corrispondente. Utilizzando le carte sonore poi ogni bambino poteva organizzare percorsi diversi, che proponeva ai compagni, anche ad occhi chiusi.

VIII incontro 45 minuti

Esplorazione di oggetti e strumenti sonori

Come per gli ambienti anche gli oggetti hanno un proprio suono che si è voluto scoprire usando il ‘fonendoscopio’.

I bambini sceglievano tipi di carte diversi, stoffe, materiali che trovavano nell’aula e andavano alla ricerca dei suoni di ciascun oggetto. Si sono riempiti palloncini di diversi tipi di semi, pasta e si scuotevano per sentire che suoni facevano. Anche con semplici bicchieri di carta i bambini hanno potuto esplorare le diverse qualità di suono e modalità di produrli. Lo stesso percorso è stato strutturato per gli strumenti presenti a scuola. L’attenzione veniva rivolta alla compilazione delle carte sonore da aggiungere alla banca dei suoni e alla compilazione da parte di ciascun bambino del proprio libro dei suoni, che quindi risultava essere diverso dagli altri, a seconda dei suoni scelti.

IX incontro – 45 minuti

Indovina che oggetto è?

Si tratta di una specie di caccia al tesoro sonora in cui ciascun bambino porta un oggetto segreto da casa e lo fa suonare, nascosto, in modo da far indovinare ai bambini di che oggetto si tratti. Un'idea di Arianna Sedioli suggeriva di costruire con un cartone una specie di quinta dietro la quale suonare l’oggetto, alla quale veniva applicato di volta in volta un ritaglio di giornale d’arredamento che rappresentava l’ambiente domestico (la cucina, il bagno, ecc) a cui apparteneva l’oggetto.

4 . Filastrocche e rime

X incontro – 45 minuti

Si è giocato con le filastrocche imparate a scuola, si sono inventate altre strofe con altre rime, si è giocato utilizzando alcuni suoni delle filastrocche per creare pastiche sillabici come ostinati ritmici alle filastrocche stesse come illustrato nella presentazione del progetto realizzata.

L’attività proseguiva anche al di fuori degli incontri specifici nei momenti di routine

IIIfase: documentazione e una tombola dei suoni

Il progetto è stato documentato attraverso una presentazione PPT delle fasi più significative dal titolo I suoni dell’alfabeto, per l’appunto, in cui sono stati inseriti due giochi di tombola sonora fatti con i bambini. Il supporto informatico in questo caso si è rivelato meno immediato e flessibile delle ‘carte sonore’ ma sicuramente meno complicato da usare (i suoni sono già presenti e organizzati senza dover utilizzare altri supporti).